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Eurostat ha pubblicato i dati aggiornati sui tumori professionali riconosciuti nell’Unione europea nel periodo 2013–2023, offrendo un quadro dettagliato sull’andamento delle neoplasie correlate all’esposizione lavorativa ad agenti cancerogeni.
Dati Eurostat dal 2013 al 2021 sui tumori di origine professionale: quasi quattromila all’anno le patologie neoplastiche riconosciute in Europa. L’analisi di Risarcimento Malattie Professionali. Leggi di più.Secondo le statistiche ufficiali di Eurostat, nel decennio considerato il numero di tumori professionali riconosciuti è rimasto sostanzialmente stabile fino al 2019, ha registrato un calo significativo durante gli anni della pandemia e ha mostrato una ripresa parziale nel triennio più recente.
Le informazioni statistiche derivano dal sistema europeo di rilevazione delle malattie professionali e sono approfondite nel dossier
Occupational cancers, che analizza nel dettaglio le diverse tipologie di neoplasie riconosciute, i loro andamenti nel tempo e le quote relative all’interno del totale dei casi.
I grafici interattivi presentati di seguito rielaborano questi dati ufficiali in forma divulgativa, mantenendo la coerenza con le statistiche
Eurostat e facilitando la comprensione degli aspetti più rilevanti emersi dall’analisi.
Andamento annuale dei tumori professionali riconosciuti (2013–2023)
Nel periodo 2013–2019 il numero di tumori professionali riconosciuti nell’UE resta sostanzialmente stabile, con valori annui compresi tra circa 3.848 e 3.978 casi (media pre-pandemica intorno a 3.900 casi/anno).
Nel 2020 si osserva un calo netto a 3.088 casi, seguito da una ripresa graduale nel triennio successivo 3.236 (2021), 3.309 (2022) e 3.500 (2023).
Nel complesso, nel periodo 2013–2023 risultano riconosciuti 40.538 tumori professionali.
La composizione per tipologia spiega gran parte della dinamica complessiva. Nel 2023, le due categorie principali sono il mesotelioma (1.553 casi) e il tumore del polmone e dei bronchi (1.226 casi), che insieme rappresentano circa quattro quinti dei riconoscimenti annuali.
Nel grafico, queste due serie dominano visivamente l’andamento e mostrano nel 2023 una divergenza: il mesotelioma risale rispetto all’anno precedente, mentre il tumore polmonare prosegue su livelli più bassi.
Le altre neoplasie (ad esempio vescica, cute non melanoma, cavità nasale/orecchio medio, laringe e leucemie) restano su valori annuali molto inferiori e incidono soprattutto sulla “coda” del totale.
Nota di lettura: l’inflessione del 2020 e i livelli più bassi del triennio 2020–2022 sono coerenti con una possibile riduzione di diagnosi e riconoscimenti durante la pandemia (impatto su sistemi sanitari e procedure amministrative), più che con un’immediata riduzione delle esposizioni, che per molte neoplasie si manifestano a distanza di anni o decenni.
Il peso delle principali tipologie di tumore professionale
Il grafico dei totali 2013–2023 mostra una concentrazione molto marcata in poche tipologie.
Nel decennio, tumore del polmone e dei bronchi e mesotelioma sono ciascuno nell’ordine di oltre 16.000 casi e, sommati, rappresentano circa l’81% dei tumori professionali riconosciuti.
Al terzo posto si colloca il tumore della vescica con 2.696 casi complessivi; tutte le altre diagnosi risultano molto più contenute e, prese singolarmente, pesano poco sul totale.
Questa distribuzione aiuta a interpretare correttamente i grafici di trend: anche variazioni percentuali rilevanti nelle neoplasie meno frequenti possono corrispondere a numeri assoluti piccoli, mentre cambiamenti relativamente moderati nelle due tipologie principali (mesotelioma e polmone) si riflettono immediatamente sul totale annuale.
Le neoplasie meno frequenti e la crescita nel tempo
Il grafico di dettaglio mostra la variazione percentuale rispetto al 2013 per un gruppo di neoplasie meno frequenti, usando due scale per mantenere la lettura chiara (il melanoma su asse dedicato).
Tra i segnali più leggibili: i tumori cutanei non melanoma (C44) risultano nel 2023 circa +30% rispetto al 2013; i tumori della cavità nasale e dell’orecchio medio (C30) mostrano una dinamica volatile con un incremento marcato nel 2023; il gruppo laringe + leucemie presenta nel complesso una crescita nel lungo periodo pur restando su numeri assoluti contenuti.
Il melanoma (C43) evidenzia le variazioni percentuali più elevate (in alcuni anni oltre +200% rispetto al 2013), ma il grafico chiarisce anche il dato essenziale: si tratta di una serie con base iniziale molto bassa (poche unità nel 2013), quindi piccole variazioni assolute producono grandi variazioni relative.
Per evitare letture fuorvianti, il tooltip del melanoma riporta anche i casi assoluti.
In sintesi, il grafico evidenzia come alcune neoplasie “minori” possano mostrare segnali di crescita relativa, mentre la struttura complessiva del fenomeno resta dominata dalle due tipologie principali (mesotelioma e polmone).
Conclusioni
I dati Eurostat sui tumori professionali confermano la persistenza di patologie storicamente legate all’esposizione lavorativa, accanto
all’emergere di segnali di crescita relativa per forme meno comuni.
La lettura combinata dei tre grafici (andamento complessivo, distribuzione per tipologia e crescita percentuale) consente una comprensione più equilibrata del fenomeno, evitando interpretazioni fuorvianti basate esclusivamente sui numeri assoluti.
In un’ottica di prevenzione e tutela, questi dati sottolineano l’importanza di continuare a monitorare non solo le grandi esposizioni storiche, ma anche le neoplasie emergenti legate a contesti lavorativi specifici.















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