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Tumore dell’ovaio

Il tumore dell’ovaio è una neoplasia che riguarda l’apparato genitale interno femminile. Colpisce le ovaie ovvero gli organi preposti alla riproduzione ma anche a funzioni endocrine.

Il tumore dell’ovaio o carcinoma ovarico comporta una incontrollata proliferazione delle cellule delle ovaie. La patologia può essere primitiva o secondaria, qualora non insorta direttamente nell’ovaio.

Dal punto di vista istologico il tumore dell’ovaio si distingue in:

  • epiteliale: quando colpisce il tessuto che riveste l’ovaio. È il più diffuso, può essere benigno o maligno;
  • stromale: che riguarda il tessuto interno dell’ovaio. È un tumore raro che riguarda il 5% dei casi;
  • germinale: si origina nelle cellule che danno origine agli ovuli. È un tumore raro che riguarda il 5% dei casi e che può colpire anche in giovanissima età.

I sintomi del tumore dell’ovaio

I sintomi più comuni, piuttosto aspecifici, del tumore dell’ovaio possono essere:

  • gonfiore e dolore addominale;
  • necessità di urinare;
  • problemi intestinali;
  • perdite ematiche vaginali;
  • inappetenza.

Gli accertamenti diagnostici per il tumore dell’ovaio

Per una diagnosi di tumore dell’ovaio ci sono numerosi diversi diagnostici che vengono eseguiti:

  • ecografia pelvica;
  • analisi dei marcatori tumorali del sangue;
  • TAC Tomografia computerizzata e PET Tomografia ad emissione di positroni: per rilevare la localizzazione e stadiazione del tumore;
  • gastroscopia e colonscopia per escludere un’origine non primitiva della malattia.

Le cause ed i fattori di rischio legati alla comparsa del tumore dell’ovaio

Le cause precise dell’insorgere del tumore dell’ovaio non sono ancora del tutto note. Certamente ci sono dei fattori genetici e legati allo stile di vita che aumentano la probabilità di contrarre la neoplasia.

Fra le cause dunque si possono annoverare:

  • l’ereditarietà e la familiarità: va infatti verificata l’alterazioni dei geni Brca 1 e Brca 2, fattore che predispone all’insorgere della malattia;
  • l’età: anche se alcune forme di tumore all’ovaio possono comparire anche in età pediatrica il picco dei casi si concentra nelle donne fra i 50 e i 70 anni;
  • ovulazioni ripetute;
  • obesità;
  • fumo;
  • sedentarietà.

Anche l’esposizione professionale fra le cause del tumore dell’ovaio

È tuttavia ormai accertato che il tumore dell’ovaio può essere di origine professionale. Come tale è presente nell’elenco e nelle tabelle INAIL di malattia professionale.

Il tumore dell’ovaio infatti è presente nel gruppo dei tumori professionali in Lista I (tumori ad elevata probabilità di origine professionale) e in Lista II (tumori a limitata probabilità di origine professionale):

  • Lista I, Gruppo 6, I.06.03 C56 come originato da esposizione ad asbesto ed altri materiali contenenti fibre d’amianto;
  • Lista II, Gruppo 6, I.06.40 C56 per origine da esposizione a radiazioni ionizzanti.

In quanto affetti da malattia professionale, i lavoratori cui venga riconosciuta dall’Istituto assicuratore tramite apposita procedura, hanno diritto ad un indennizzo INAIL.

Un risarcimento danni da amianto può essere inoltre preteso dal datore di lavoro qualora questi non abbia adempiuto alla tutela del lavoratore prima ma anche dopo l’entrata in vigore della Legge n. 257 del 1992.

La Legge ha messo al bando la fibra killer dai siti estrattivi, produttivi e industriali (quali quelli dei materiali rotabili e ferroviari, la cantieristica navale, nell’industria del fibrocemento e in quella tessile).

Le radiazioni ionizzanti sono solo una parte di tutto lo spettro delle radiazioni, cioè sorgenti di energia elettromagnetica sprigionate da una fonte. Si tratta infatti di quelle a maggiore energia, per la forma stessa e la frequenza dell’onda.

Le radiazioni ad elevata energia, dette ionizzanti, sono in grado di interagire con la struttura atomica della materia conferendo agli atomi una carica elettrica (ionizzandoli).

Alcuni esempi di radiazioni ionizzanti sono i raggi X, i raggi gamma, le particelle alfa e le particelle beta.

A livello cellulare, le radiazioni possono danneggiare le molecole del DNA provocando alterazioni mutagene. Queste possono causare neoplasie nelle persone irradiate e addirittura malformazioni nei loro discendenti.

Il livello di esposizione si stima incrementare linearmente la probabilità di sviluppare la forma tumorale.

Le professioni che comportano il maggior rischio di esposizione alle radiazioni ionizzanti riguardano vari settori:

  • radiologi, radioterapisti, medici nucleari del settore sanitario;
  • militari legati alla sperimentazione di armi atomiche;
  • minatori;
  • addetti delle centrali elettronucleari.

Le terapie adottabili per combattere il tumore dell’ovaio

Il trattamento principale per il tumore dell’ovaio rimane certamente la chirurgia. Essa consente di mettere in atto procedure per una corretta stadiazione, riduzione e/o rimozione del tumore.

Anche la chemioterapia rimane un trattamento fondamentale. La terapia farmacologica standard prevede la combinazione di paclitaxel e carboplatino.

Negli ultimi anni inoltre, in questo come in altri tipi di tumore, si sta ricorrendo sempre più all’utilizzo di farmaci monoclonali a bersaglio molecolare.

Uno dei bersagli importanti per cercare di fermare molte tipologie di tumore riguarda l’angiogenesi, cioè quel processo attraverso il quale il tumore si espande e cresce per mezzo dei vasi sanguigni.

Uno di questi farmaci approvati nel trattamento del tumore dell’ovaio è bevacizumab, un anticorpo monoclonale che lega e blocca una proteina chiave nel processo angiogenetico tumorale.

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