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Mesotelioma e Amianto: il Rapporto Globale 2025 e i dati allarmanti in Europa e nel mondo

Ultimo aggiornamento di Redazione il

Secondo un nuovo studio pubblicato su Lung Cancer (2025), The Global Burden of Mesothelioma and Its Association with Asbestos Bans 1990–2021, che ha usato i dati del Global Burden of Disease (GBD) 2021, il mesotelioma resta un problema sanitario globale, con un peso crescente nei paesi in via di sviluppo e un impatto ancora rilevante in Europa nonostante i divieti sull’amianto.

Cos’è il mesotelioma?

Il mesotelioma pleurico maligno è un tumore aggressivo e quasi sempre fatale, causato principalmente dall’esposizione all’amianto.

Il lungo periodo di latenza di questa malattia (fino a 40 anni) comporta che oggi vediamo le conseguenze di esposizioni avvenute negli anni ’70, ’80 e ’90.

Dati globali: il mesotelioma nel mondo

Lo studio ha analizzato i dati sul mesotelioma relativi a 204 paesi tra il 1990 e il 2021 con l’intento di capire se e quanto le leggi e i divieti introdotti per il divieto dell’uso e della commercializzazione dell’amianto abbiano influito nella decrescita del fenomeno epidemiologico.

Casi globali nel 2021:

  • 31.908 casi (23.184 uomini, 8.724 donne)
  • Il doppio rispetto al 1990 (16.493 casi)

Tassi standardizzati globali (ogni 100.000 abitanti):

  • Incidenza (ASIR): 0,374. Indica quanti nuovi casi di mesotelioma vengono diagnosticati ogni anno
  • Mortalità (ASDR): 0,350. Rappresenta il numero di morti attribuibili al mesotelioma in un anno
  • Anni di vita persi (ASDALY): 8,0. Misura il peso complessivo della malattia: somma gli anni persi per morte prematura e gli anni vissuti con disabilità causati dal mesotelioma.

Paesi con il carico maggiore:

  • Regno Unito
  • Australia
  • Stati Uniti
  • Cina
  • India

La maggior parte dei paesi che hanno vietato l’amianto ha registrato un calo della malattia, ma con un ritardo tipico di 20-40 anni dopo il divieto.

Paesi con i tassi più alti in Europa (2021)

L’Europa è uno dei continenti più colpiti dal mesotelioma, e i dati più recenti lo confermano.

Nel 2021, il Regno Unito è stato il paese europeo con il tasso di incidenza più alto: si registrano circa 2 nuovi casi ogni 100.000 abitanti all’anno (ASIR: 2,01), con una mortalità (ASDR) di 1,82 e un carico di malattia quantificato in oltre 35 anni di vita persi per ogni 100.000 persone (ASDALY: 35,08).

In altre parole, non si tratta solo di numeri: si tratta di persone che muoiono precocemente o vivono per anni con una malattia debilitante.

Subito dopo troviamo Paesi Bassi, Francia, Italia, Svizzera e Belgio, tutti con tassi di incidenza superiori a 1. Sono numeri importanti che, sebbene possano sembrare bassi rispetto ad altre patologie, rappresentano un impatto enorme in termini di salute pubblica e di diritti negati per migliaia di lavoratori esposti.

Fortunatamente, in Europa occidentale, dove i divieti sull’amianto sono entrati in vigore tra la fine degli anni ’80 e gli anni ’90, si è finalmente iniziato a osservare un calo graduale dei casi, ma solo dopo 20–30 anni dall’adozione delle leggi.

Questo ritardo è coerente con la lunga latenza del mesotelioma: chi si è ammalato oggi è spesso stato esposto decenni fa, magari senza nemmeno saperlo.

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Al contrario, la situazione in Europa centrale e orientale è ancora in peggioramento. Paesi come Polonia, Lettonia, Georgia e Moldavia stanno vivendo un’impennata nei tassi di mesotelioma. In Georgia, ad esempio, l’incidenza è cresciuta di oltre 600% dal 1990 al 2021.

Si tratta spesso di paesi dove il divieto dell’amianto è arrivato tardi o in forma parziale, oppure dove le bonifiche non sono state sistematiche.

Dati sulla distribuzione del mesotelioma fra uomini e donne

Per molti anni, il mesotelioma è stato considerato una malattia “maschile”. Gli uomini, storicamente impiegati in settori come l’edilizia, la cantieristica navale e l’industria pesante, sono stati i più esposti all’amianto. Non a caso, il rapporto tra i casi maschili e femminili raggiunge anche i 4 a 1.

Ma negli ultimi anni, questo quadro sta cambiando. E il cambiamento non è rassicurante. Sempre più donne si ammalano di mesotelioma, senza mai aver lavorato direttamente con l’amianto. Come è possibile? Le vie di esposizione “invisibili” sono molte:

  • vivere in case costruite con materiali contenenti amianto (e spesso mai bonificate)
  • usare prodotti contaminati, come alcuni talchi cosmetici o polveri industriali
  • lavare le tute da lavoro di mariti o padri che rientravano a casa ricoperti di fibre

Un dato colpisce più di tutti: in alcune aree europee: l’incidenza del mesotelioma tra le donne tra i 20 e i 29 anni è aumentata fino al 29% negli ultimi decenni. Parliamo di ragazze che potrebbero aver respirato fibre letali da bambine, semplicemente giocando in casa.

L’amianto: ancora troppo diffuso

A oggi, 55 paesi nel mondo hanno messo al bando l’amianto. Ma molti altri, soprattutto in Asia, Africa e America Latina, continuano a estrarlo, usarlo e venderlo. I motivi sono soprattutto economici e politici.

  • Cina: il carico di mesoteliomi continuerà a crescere almeno fino al 2035
  • Russia: previsti aumenti significativi nei prossimi dieci anni
  • India: i casi aumentano soprattutto tra chi è esposto in casa o nei mercati informali

Inoltre, spesso, anche dove l’amianto è stato vietato, restano milioni di metri quadri di tetti, tubature, pareti e scuole contaminate. E finché non verranno bonificate, le esposizioni continueranno, silenziose e letali.

Amianto e giustizia

C’è una buona notizia, però: anche se l’esposizione è avvenuta anni o decenni fa, chi si ammala oggi ha diritto a essere risarcito.

In Italia e in gran parte d’Europa, il mesotelioma è riconosciuto come malattia professionale. Ma anche nei casi di esposizione ambientale o domestica, è possibile agire legalmente e/o ottenere dei benefici previdenziali.

Uno studio legale esperto in amianto può aiutarti a:

  • ottenere indennizzi previdenziali (es. INAIL)
  • avviare cause civili o penali contro i responsabili (aziende, enti pubblici, imprese di costruzione)
  • ricostruire la storia dell’esposizione, anche se non lavoravi direttamente con materiali pericolosi

Fonti

Weiqiu J., Ziyin D., Mengwei Z. et al., The global burden of mesothelioma and its association with asbestos bans, 1990–2021: a population-based study, Lung Cancer, Volume 203, 2025, 108534, ISSN 0169-5002, https://doi.org/10.1016/j.lungcan.2025.108534.

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Crediti immagine di copertina dell’articolo: immagine di Mikael Blomkvist da Pexels. Modificata (ritagliata, degradata e ridimensionata). Concessa in uso con licenza originaria Pexels. Immagine di repertorio non attinente agli argomenti trattati nell’articolo.

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