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Circolare Ministero della Sanità n. 45 del 10 luglio 1986: i rischi sanitari dell’Amianto negli Edifici Scolastici ed Ospedalieri

La Circolare n. 45 del Ministero della Sanità, pubblicata in data 10 luglio 1986, è uno dei primi documenti ad aver creato consapevolezza sui rischi sanitari connessi all’esposizione ed alla contaminazione da amianto nel mondo del lavoro italiano.

Una data molto avanzata dato che all’inizio del ’900 erano già ben note le caratteristiche cancerogene del materiale.

Tanto che già con Legge 12 aprile 1943, n. 455 il re Vittorio Emanuele III, il Senato e la Camera dei Fasci e delle Corporazioni approvavano il decreto di “estensione dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali alla silicosi ed all’asbestosi”:

Art. 1. L’assicurazione obbligatoria per le malattie professionali contemplate dall’art. 3 del regio decreto 17 agosto 1935 – XIII, n. 1765, è estesa alla silicosi ed all’asbestosi, sempre che esse siano contratte nell’esercizio ed a causa delle lavorazioni specificate nella tabella annessa alla presente legge […].

Per quanto riguarda le lavorazioni per cui valeva l’estensione dell’obbligatorietà dell’assicurazione, la Legge individuava quelle connesse all’asbestosi al punto f) della Tabella allegata, ovvero:

[…] Estrazione e successive lavorazioni dell’amianto nelle miniere; lavori nelle manifatture e lavori che comportano impiego ed applicazione di amianto e di materiali che lo contengono o che comunque espongono ad inalazione di polvere di amianto.

Ma se gli effetti nocivi dell’asbesto in Italia erano noti a livello legislativo già prima della metà del ’900, si dovrà attendere la Legge 257 del 1992 affinché la fibra killer venga bandita in Italia.

Il contenuti della Circolare 45 del 1986

La Circolare n. 45 del Ministero della Sanità presenta uno dei primi piani di intervento strutturati per l’individuazione e l’eliminazione del rischio connesso all’esposizione a materiali contenenti amianto in edifici scolastici e ospedalieri pubblici e privati.

La Circolare è indirizzata ai Presidenti delle Giunte Regionali, ai Presidenti delle giunte delle province autonome di Trento e Bolzano, ai Commissari di Governo. Contempla le misure da adottarsi per

  1. la localizzazione e la caratterizzazione delle strutture edilizie, scolastiche ed ospedaliere, nelle quali vi sia presenza di amianto, comunque impiegato;
  2. la determinazione del livello di contaminazione da fibre di amianto nelle strutture di cui al punto 1);
  3. la bonifica delle succitate strutture, anche se destinate a successiva demolizione o trasformazione, attraverso misure tecniche idonee all’abbattimento dei livelli di inquinamento accertati.

La localizzazione e caratterizzazione delle strutture edilizie nella Circolare 45 del 1986 del Ministero della Sanità

La Circolare prevede che all’interno delle strutture edilizie (edifici scolasti e ospedalieri) vengano identificati i locali che presentino materiali contenenti amianto, la relativa estensione e lo stato di conservazione del materiale.

Inoltre la Circolare contempla, per quanto riguarda la caratterizzazione del livello di contaminazione, le modalità di verifica dello stato dei materiali:

In ogni locale in cui ricorrano le condizioni […] si dovrà disporre la raccolta di un minimo di tre campioni rappresentativi, ciascuno di almeno 10 grammi di materiale sospetto, da collocarsi in appositi contenitori a tenuta, opportunamente etichettati, con le indicazioni del luogo, della data e del nominativo dell’operatore che ha effettuato il prelievo.

La raccolta e l’analisi dei campioni mediante microscopia elettronica analitica, o diffrattometria a raggi X (per una prima analisi qualitativa potrà essere utilizzata la microscopia ottica), dovranno essere effettuate a cura dei presidi e servizi multizonali di prevenzione […] o di altre idonee strutture pubbliche o private convenzionate.

Le modalità di determinazione del livello di contaminazione da amianto negli edifici scolastici ed ospedalieri

La sezione 2) della Circolare indica le procedure da seguire per la valutazione del rischio connesso alla dispersione delle fibre di asbesto nell’ambiente, con particolare riguardo agli edifici scolastici ed ospedalieri.

Per valutare i livelli di contaminazione da fibre di amianto nelle strutture considerate si dovrà procedere all’aspirazione, mediante idonea apparecchiatura, della polvere presente sul pavimento e su tutte le superfici degli arredi presenti nell’ambiente da campionare, evitando la raccolta di rifiuti macroscopici (frammenti di carta, di tessuto, etc.).

Tale operazione, da effettuare con la massima accuratezza, dovrà essere eseguita, nel caso delle strutture scolastiche, successivamente ad un periodo (di durata non inferiore a giorni sette) in cui si sarà evitato di effettuare operazioni di pulizia.

Gli interventi di bonifica amianto vengono inoltre previsti qualora “la concentrazione di fibre di amianto […] superi il limite operativo di un microgrammo/grammo di polvere inorganica raccolta”.

Gli interventi di bonifica previsti nella Circolare

Con la Circolare n. 45/1986 il Ministero della Sanità indica infine le direttive tecniche per la bonifica e lo smaltimento dell’amianto, ancora con particolare riferimento agli edifici scolastici ed ospedalieri, ma che saranno. il punto di riferimento per gli interventi in tutti gli ambiti ove la contaminazione da amianto era importante, come nei cantieri navali e nelle officine ferroviarie.

Le principali soluzioni previste possono essere messe in atto attraverso due modalità:

  1. la rimozione dell’amianto e la sua sostituzione con altri materiali idonei;
  2. il confinamento dell’amianto con opportuni materiali specificamente prodotti a tale scopo e/o mediante paratie o controsoffitti sigillati.

Il documento dà una serie di raccomandazioni sull’opportunità e le modalità dell’intervento dipendentemente dalle condizioni specifiche in cui versano i locali contaminati, per quanto riguarda

  • il livello di degrado dei materiali;
  • la fattibilità; i costi; il rischio di inquinamento connesso all’intervento stesso;
  • i rischi sanitari per gli operatori.

Laddove non sia possibile eseguire interventi di rimozione dell’amianto, l’approccio consigliato è quello dell’incapsulamento del materiale:

[i prodotti incapsulanti] sono costituiti da copolimeri plastici disciolti in opportuni solventi che, una volta applicati a spruzzo sulla superficie, penetrano e polimerizzano formando un reticolo plastico tridimensionale che dà luogo ad uno strato compatto e coeso, inglobante il materiale ricoperto.

A differenza delle comuni vernici, essi penetrano in profondità nel materiale e, dopo la polimerizzazione, costituiscono una barriera elastica, meccanicamente resistente e inalterabile per lungo tempo che impedisce il rilascio delle fibre.

Le raccomandazioni tecniche per gli interventi di bonifica nell’Appendice alla Circolare 45 del 1986

Molto importanti le raccomandazioni tecniche riportate nell’Appendice alla Circolare. Queste riguardano le modalità di intervento per la rimozione e/o la messa in sicurezza degli ambienti contaminati o con presenza di amianto.

Nel testo infatti si descrivono le corrette procedure per di bonifica. Si tratta di interventi che, in quegli anni e prima del 1992 (anno di pubblicazione della Legge 257 che bandisce l’amianto), in taluni casi sono stati eseguiti anche mettendo in pericolo la salute stessa degli operatori.

Tali procedure riguardano in particolare:

  • la preparazione dell’area di decontaminazione. Questa è articolata in 4 zone distinte: locale spogliatoio incontaminato, chiusa d’aria, locale doccia e infine locale di equipaggiamento. Quest’ultimo era adibito alla vestizione dei dispositivi di protezione da parte degli operatori prima di accedere all’area di intervento;
  • la protezione dei lavoratori. In questa fase gli operatori indossano la maschera di respirazione a filtri ad alta efficienza, indumenti protettivi completi e monouso “di carta o tela plastificata a perdere”. Infine seguono una rigida procedura di passaggio nelle 4 zone previste prima dell’accesso all’area contaminata;
  • la preparazione dell’area di lavoro. L’allestimento delle 4 zone prevede tutta una serie di requisiti fra i quali: la pulitura, lo sgombero, la rimozione o l’isolamento di mobili e attrezzature eventualmente presenti nell’area; l’allestimento delle 4 zone isolate con doppi strati di polietilene per impedire il rilascio di fibre nell’ambiente; l’installazione di un sistema di ventilazione dall’esterno;
  • la rimozione dell’amianto. In questa fase sono previste procedure di ‘imbibizione’ delle superfici amiantose per evitare il rilascio di fibre nell’aria; lo stoccaggio e la sigillatura del materiale in appositi sacchi; la pulitura delle superfici, dove sia avvenuta la rimozione e l’incapsulamento delle stesse, attraverso apposite vernici;
  • la decontaminazione ovvero la pulizia di tutte le aree di lavoro e la messa in sicurezza delle attrezzature utilizzate.

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Altre leggi che trattano delle procedure di bonifica dall’amianto:

 

Crediti: foto di Aymanjed su pixabay.com. Modificata (ritagliata). Concessa e ridistribuita con licenza CC0 Creative Commons. Immagine di repertorio.

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