Ultimo aggiornamento di Redazione il
Il Tribunale del Lavoro di Messina ha riconosciuto il legame tra l’attività svolta per molti anni nell’ambito delle ex Ferrovie dello Stato e un caso di mesotelioma pleurico che ha portato al decesso di un ex dipendente impiegato sui traghetti ferroviari.
Risarcimento mesotelioma: una recente sentenza del Tribunale del Lavoro ha accertato l’origine professionale del mesotelioma pleurico contratto da un dipendente comunale adibito a manutenzione idraulica. Leggi di più.Alla famiglia è stato riconosciuto un risarcimento complessivo di circa 1,2 milioni di euro, a seguito del ricorso presentato dagli eredi.
La lunga attività tra impianti elettrici e manutenzione a bordo
Dalla ricostruzione fatta in giudizio emerge che il lavoratore ha prestato servizio per oltre vent’anni, tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Duemila, con mansioni tecniche di elettricista e addetto alla manutenzione. Il lavoro si sarebbe svolto soprattutto a bordo dei traghetti ferroviari e negli impianti elettrici collegati alle operazioni di esercizio e manutenzione.
Il Tribunale ha ritenuto che, nel corso di quelle attività, l’esposizione alle fibre di amianto sia stata concreta e continuativa, in assenza di adeguate protezioni e procedure di sicurezza.
La diagnosi e il decorso clinico
La diagnosi di mesotelioma pleurico è arrivata nel 2014. La malattia, particolarmente aggressiva, è progredita in tempi rapidi fino al decesso, avvenuto nel 2015, quando il lavoratore aveva 68 anni.
La sentenza ha considerato compatibili tempi e modalità di insorgenza della patologia con una esposizione professionale maturata negli anni di servizio.
Dove si trovava l’amianto sui traghetti ferroviari FS (e perché contava)
Quando si parla di traghetti ferroviari sullo Stretto (di Messina), il punto non è solo “se” fosse presente amianto, ma “dove” e “come” poteva liberare fibre durante le lavorazioni. Nei contesti navali e impiantistici di quegli anni, materiali contenenti amianto erano impiegati soprattutto per isolamento e resistenza al calore e al fuoco.
In pratica, le criticità più ricorrenti riguardavano aree e componenti come:
- coibentazioni su tubazioni e condotte che trasportano fluidi caldi, rivestimenti e pannellature tecniche,
- guarnizioni e materiali di tenuta, elementi isolanti in prossimità di apparati e locali tecnici, quadri elettrici o su componentistica installata vicino a parti coibentate,
- paratie ignifughe.
Per un elettricista/manutentore, la differenza la facevano le lavorazioni: aprire pannelli, smontare e rimontare componenti, intervenire su passaggi cavi, riparare guasti in spazi ristretti e “sporchi” di polveri tecniche, lavorare vicino a isolamenti deteriorati o tagliati nel tempo. In questi scenari, la dispersione di fibre poteva aumentare soprattutto durante rimozioni, sfregamenti, vibrazioni e manutenzioni ripetute.
Perché la decisione è rilevante
La pronuncia riporta l’attenzione su un ambito molto specifico e spesso meno raccontato rispetto ai rotabili: quello dei traghetti ferroviari e delle lavorazioni di manutenzione a bordo, dove il rischio può essere legato alla compresenza di impianti, locali tecnici e materiali isolanti utilizzati in epoche in cui l’amianto era ancora diffuso.








Commenta per primo