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Il fatto
Il Tribunale di Nola ha riconosciuto un risarcimento superiore al milione di euro ai familiari di un lavoratore deceduto per mesotelioma pleurico causato dall’esposizione professionale ad amianto nello stabilimento industriale di Volla, in provincia di Napoli.
Accordo stragiudiziale per morte da amianto a Genova: oltre mezzo milione ai familiari di un ex operaio metalmeccanico morto per mesotelioma pleurico maligno. Leggi di più.La sentenza accerta la responsabilità datoriale per la mancata tutela della salute nei reparti ad alta polverosità.
Contesto industriale ed esposizione
Il lavoratore ha lavorato come elettricista in uno stabilimento di Volla dal 1974 al 1992. L’impianto utilizzava materiali contenenti amianto per coibentazioni e componenti ad alte temperature.
Le ricostruzioni tecniche hanno rilevato ambienti con diffusione di polveri, carenza di aspirazioni e assenza di dispositivi di protezione individuale contro l’inalazione delle fibre.
Nel 2016 è stata diagnosticata la patologia tumorale; il decesso è avvenuto nel 2017. Il caso risulta registrato nel Registro Regionale dei Mesoteliomi (ReNaM – Campania), confermando l’origine professionale dell’esposizione.
La decisione del Tribunale
Il Tribunale ha ritenuto provato il nesso causale tra esposizione e malattia, accertando una violazione dell’obbligo di sicurezza sul lavoro per la prolungata esposizione a fibre di amianto senza adeguate misure di prevenzione. È stata riconosciuta anche la responsabilità solidale della società che esercitava funzioni di controllo sulla gestione della sicurezza dello stabilimento.
Ai familiari sono stati riconosciuti danno parentale, sofferenze patite dalla vittima e componenti patrimoniali, per un importo complessivo che supera 1 milione di euro.
La vicenda professionale
La storia de l lavoratore riflette una condizione comune ai lavoratori degli impianti produttivi degli anni Settanta e Ottanta, periodo in cui l’amianto era largamente impiegato nell’edilizia industriale e nella manutenzione impiantistica. L’INAIL ha riconosciuto l’origine professionale della patologia, confermando la correlazione con le mansioni svolte.
Profili giuridici rilevanti
- Obbligo del datore di adottare tutte le misure idonee a evitare l’esposizione a sostanze nocive.
- Rilevanza della esposizione prolungata anche a basse dosi nel rischio mesotelioma.
- Responsabilità per assenza o insufficienza di aspirazioni e DPI nei reparti a rischio.
La sentenza nasce nel contesto di un territorio, quello di Volla e dell’area orientale napoletana, dove i sistemi epidemiologici (ReNaM) hanno documentato numerosi casi di patologie asbesto-correlate.







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