Premi “Invio” per andare al contenuto

Vittime del dovere: spetta all’erede l’assegno mensile pari a 500 euro

Con sentenza Sezione Lavoro n. 12749, pubblicata in data 21 aprile 2022, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Ministero della Difesa avverso al riconoscimento dell’assegno mensile, pari a 500 euro, in favore della vedova e dei figli di un dipendente, equiparato a vittima del dovere, deceduto per mesotelioma pleurico.

L’uomo era stato esposto ad amianto pluriennale a bordo delle unità navali della Marina Militare.

La Corte di Appello di Genova aveva confermato, nel 2016, la sentenza del Tribunale che aveva provveduto al riconoscimento della liquidazione ai familiari dell’assegno (ex articolo 2 legge 407/1998) e della relativa perequazione (ex articolo 11 del Decreto Legge 503 del 1992), nella misura prevista dall’articolo 1 comma 238 e 350 del 2003, pari a 500 euro (corrisposto invece dal Ministero alla famiglia con l’importo originario di 250 euro).

Il ricorso del Ministero della Difesa

Il Ministero della Difesa è ricorso in Cassazione avverso alla sentenza della Corte d’Appello di Genova con una sola motivazione:

[…] per avere la corte territoriale trascurato che l’adeguamento dell’assegno poteva esser fatta nei limiti di spesa previsti dalla norma e dunque l’estensione alle vittime del dovere poteva avvenire anche progressivamente, e dunque per importo inferiore a quello previsto dal dpr del 2006 (violazione dell’articolo 1 comma 562- 565 della legge 266 del 2005 e 4 DPR 234 del 2006).

La Cassazione rigetta il ricorso: motivazione infondata

La Cassazione ha giudicato infondato il motivo di ricorso presentato dal Ministero della Difesa, e riconosciuto il diritto dei familiari del lavoratore all’assegno vitalizio mensile pari a 500 euro.

Queste le motivazioni:

  • La disciplina di attuazione dell’articolo 1, comma 565, non aveva infatti il potere di modificare quantitativamente l’emolumento (previsto dalla legge 350 del 2003). Per la modifica infatti occorreva un’espressa previsione, considerata inoltre la necessità di parità di trattamento tra i diversi soggetti tutelati già valutata dal legislatore, che ha previsto l’estensione del beneficio alle vittime del dovere.
  • Il limite di spesa concernente l’estensione dell’emolumento assumerebbe rilievo solo su un piano auto-compensativo:  una volta raggiunto il limite annuale, infatti, l’emolumento graverebbe sulla graduatoria dell’anno successivo, restando escluso che l’assistenza venga del tutto meno.
  • Secondo una consolidata giurisprudenza infine, ribadita dalla stessa Corte a Sezioni Unite,

    l’ammontare dell’assegno vitalizio mensile previsto in favore delle vittime del dovere e dei soggetti ad esse equiparati è uguale a quello dell’analogo assegno attribuibile alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, essendo la legislazione primaria in materia permeata da un simile intento perequativo ed essendo tale conclusione l’unica conforme al principio di razionalità-equità d cui all’art. 3 della Costituzione […].

Altri articoli collegati

Ti potrebbero interessare anche questi articoli:

Crediti immagine: foto di Sergio D’Afflitto, licenza CC BY-SA 3.0 IT, via Wikimedia Commons. Modificata (ritagliata e ridimensionata). Concessa in uso con licenza originaria.

Commenta per primo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.