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Il VII rapporto del Registro Nazionale dei Mesoteliomi

Il Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro e Ambientale dell’Inail ha pubblicato, a dicembre 2021, il VII rapporto del ReNaM, con i dati del Registro Nazionale dei Mesoteliomi.

Il Registro rileva la situazione epidemiologica riguardante l’incidenza del mesotelioma pleurico professionale e non professionale in Italia sulla scorta dei dati dei COR (Centri Operativi Regionali).

Il VII Rapporto del ReNaM riporta i casi di mesotelioma rilevati dalla rete dei COR con una diagnosi compresa nel periodo 1993-2018.

In questo periodo sono stati 31.572 i casi di mesotelioma maligno registrati.

L’età media di insorgenza della patologia è di circa 70 anni mentre la mediana della latenza è di 48 anni.

Per l’81% dei casi la diagnosi è certa (con conferma istologica).

Numero di casi di mesotelioma certo, probabile o possibile segnalati al ReNaM per regione di residenza alla diagnosi fra il 1993 ed il 2018

La maggioranza dei 31.572 casi rilevati (56.7%) di mesotelioma dal 1993 al 2018 nei dati ReNaM è fra i residenti in Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna.

Usa il pulsante in alto a destra per copiare il codice di embed e utilizza liberamente il grafico sul tuo sito web! Infografica a cura di Risarcimento Malattie Professionali. Fonte dei dati: VII Rapporto ReNaM a cura di Inail, dicembre 2021, rilevazione 1993-2018.
  • Lombardia: 6.653 (21.1%)
  • Piemonte: 5.084 (16.1%)
  • Liguria: 3.263 (10.3%)
  • Emilia-Romagna: 2.873 (9.1%)
  • Veneto: 2.444 (7.7%)
  • Toscana: 1.901 (6%)
  • Sicilia: 1.810 (5.7%)
  • Campania: 1.549 (4.9%)
  • Puglia: 1.457 (4.6%)
  • Lazio: 1.448(4.6%)
  • Friuli-Venezia Giulia: 1.346 (4.3%)
  • Marche: 631 (2%)
  • Sardegna: 254 (0.8%)
  • Umbria: 238 (0.8%)
  • Abruzzo: 159 (0.5%)
  • PA di Trento: 128 (0.4%)
  • Basilicata: 104 (0.3%)
  • Calabria: 83 (0.3%)
  • PA di Bolzano: 61 (0.2%)
  • Valle d’Aosta: 59 (0.2%)
  • Molise: 27 (0.1%)

Numero di casi di mesotelioma certo, probabile o possibile segnalati al ReNaM per sede di insorgenza fra il 1993 ed il 2018

Usa il pulsante in alto a destra per copiare il codice di embed e utilizza liberamente il grafico sul tuo sito web! Infografica a cura di Risarcimento Malattie Professionali. Fonte dei dati: VII Rapporto ReNaM a cura di Inail, dicembre 2021, rilevazione 1993-2018.

La tipologia più diffusa di neoplasia del mesotelio è il mesotelioma pleurico con il 93.2% dei casi (29.423). Il mesotelioma del peritoneo si attesta invece al 6.3% (1995 casi). Rari i casi di mesotelioma del pericardio (63) e della tunica vaginale del testicolo (91).

Numero di casi di mesotelioma certo, probabile o possibile segnalati al ReNaM per modalità di esposizione fra il 1993 ed il 2018

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Le modalità di esposizione sono state indagate per 24.864 casi (78.8%):

  • 69.1% (17.191 casi): esposizione professionale (certa, probabile, possibile),
  • 5.1% familiare (1.278 casi)
  • 4.3% ambientale (1.067 casi)
  • 1.5% per un’attività di svago o hobby (373 casi)
  • 20%: esposizione improbabile o ignota (4955 casi).

Numero di casi di mesotelioma certo, probabile o possibile segnalati al ReNaM per settore di attività fra il 1993 ed il 2018

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I settori di attività maggiormente coinvolti, stimati su un totale di 22.091 casi, sono

  • edilizia: 16.2% del totale della casistica (3.574 casi)
  • metalmeccanica: 8.8% (1.944 casi)
  • attività dei cantieri navali sia di costruzione che di riparazione e manutenzione: 7.4% (1.622 casi)
  • settore tessile: 6.3% (1.401 casi)
  • attività di fabbricazione di prodotti in metallo: 5.7% (1.251 casi)
  • produzione, riparazione e manutenzione degli autoveicoli (e motoveicoli): 4.7% (1.039 casi)
  • difesa militare: 4.4% (982 casi)
  • metallurgia: 4% (884 casi)
  • trasporti terrestri e aerei: 3.9% (852 casi)
  • industria chimica e delle materie plastiche: 3.3% (727 casi)
  • rotabili ferroviari: 3.2% (696 casi)
  • industria del cemento-amianto: 3% (673 casi)
  • zuccherifici e altre industrie alimentari: 2.9% (639 casi)
  • commercio all’ingrosso e al dettaglio: 2.7% (588 casi)
  • sanità e servizi sociali: 2% (449 casi)
  • trasporti marittimi: 2% (447 casi)
  • agricoltura e allevamento: 1.9% (423 casi)
  • altre industrie manifatturiere (mobili, gioielli, ecc.): 1.9% (414 casi)
  • produzione di energia elettrica e gas: 1.7% (367 casi)
  • movimentazione merci nei porti: 1.5% (341 casi)
  • settore minerali non metalliferi: 1.4% (303 casi)
  • industria della gomma: 1.3% (291 casi)
  • industria del vetro e della ceramica: 1.3% (296 casi)
  • pubblica amministrazione: 1.1% (250 casi)
  • estrazione e nelle raffinerie di petrolio: 1% (229 casi)
  • settore confezione di articoli di vestiario (abbigliamento): 1% (225 casi)
  • industria della carta ed editoria: 0.9% (201 casi)
  • industria del legno e prodotti: 0.6% (125 casi)
  • istruzione: 0.5% (121 casi)
  • alberghi, bar e ristoranti: 0.5% (120 casi)
  • banche, poste e assicurazioni: 0.5% (113 casi)
  • estrazione di minerali: 0.5% (101 casi)
  • industria conciaria, fabbricazione articoli in pelle e pelliccia: 0.4% (96 casi)
  • recupero e riciclaggio: 0.2% (41 casi)
  • industria della pesca: 0.2% (34 casi)
  • industria del tabacco: 0.1% (33 casi)

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Crediti immagine: foto di Karolin Grabowska da Pexels. Modificata (ritagliata e ridimensionata). Concessa in uso con licenza originaria.

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