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Udienze preliminari per il Processo Eternit Bis

Si sono tenute presso il Tribunale di Vercelli, martedì 14 gennaio e venerdì 17 gennaio, le udienze preliminari del processo Eternit Bis.

Il giudice per l’udienza preliminare è chiamato a decidere se l’imputato, l’ex patron dell’omonima azienda di Casale Monferrato, produttrice delle famose “onduline”, sarà chiamato a rispondere dell’accusa di omicidio colposo.

La Procura del Tribunale di Vercelli vorrebbe infatti poter dimostrare che ci sarebbe stato il dolo nella condotta dell’imputato, facendo così cambiare l’imputazione da omicidio colposo ad omicidio volontario.

Nel caso si decida di procedere per omicidio volontario il processo si terrà presso la Corte di Assise di Novara, in caso contrario presso il Tribunale ordinario di Vercelli.

Il primo processo Eternit

Era il 2009 quando prese avvio il primo filone d’inchiesta del processo Eternit a carico dell’imprenditore svizzero, presidente del consiglio di amministrazione di Eternit, a capo della multinazionale di prodotti in cemento-amianto, e del direttore degli stabilimenti negli anni sessanta.

Gli imputati erano a giudizio con l’accusa di disastro ambientale, disastro e contaminazione da amianto nei luoghi di lavoro e ambientale che avrebbe causato morti e lesioni personali a dipendenti dell’azienda e cittadini residenti.

Le fibre di asbesto aero-disperse avrebbero infatti causato malattie gravissime quali il mesotelioma pleurico, il carcinoma polmonare e l’asbestosi, patologie con una latenza ultra-decennale.

Nel 2012 il Tribunale di Torino ha condannato gli imputati a 16 anni di reclusione per “disastro ambientale doloso permanente” e per “omissione volontaria di cautele antinfortunistiche”.

In Appello, nel 2013, la pena è stata aumentata a 18 anni, dichiarando il non luogo a procedere per il direttore degli stabilimenti, nel frattempo deceduto.

Infine, dopo 5 anni, nel 2014, la Corte di Cassazione ha assolto gli imputati per scadenza dei termini di prescrizione.

Eternit: l’azienda

Eternit è stato un marchio dell’azienda belga Etex e il nome dell’azienda che ha lavorato anche in Italia nel dopoguerra prodotti in fibrocemento che hanno fatto uso dell’amianto.

Gli stabilimenti italiani di Eternit hanno avuto sede a:

  • Bari;
  • Bagnoli (Napoli);
  • Broni (Pavia);
  • Casale Monferrato;
  • Cavagnolo (Torino);
  • Priolo Gargallo in Sicilia;
  • Rubiera (Reggio Emilia).

L’azienda produceva prodotti per l’edilizia che hanno avuto larghissima diffusione:

  • tubi in fibrocemento coibentati in amianto;
  • lastre piane;
  • le cosiddette “onduline”, utilizzate come coperture e che ancora oggi fanno bella mostra di sè su tanti capannoni industriali dismessi o su box e baracche di campagna.

Tutti gli stabilimenti italiani sono stati chiusi fra il 1985 ed il 1994, in seguito all’entrata in vigore della Legge 257, che ne ha bandito l’uso e la commercializzazione dell’asbesto nel nostro paese. Tuttavia l’azienda ha proseguito e prosegue la produzione all’estero, per esempio in Brasile.

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Crediti: immagine di Karol91, concessa con licenza Wikimedia Commons, da Wikimedia. Modificata (ritagliata). Riconcessa con la stessa licenza.

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