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Tumori naso-sinusali: la Toscana estenderà la tutela sanitaria anche agli esposti a polveri di legno e cuoio

Dovrebbe essere pubblicata entro la fine del mese di maggio una nuova delibera della Regione Toscana che estende il programma di sorveglianza sanitaria gratuita agli esposti a polveri di legno e cuoio.

La misura andrà ad affiancare i provvedimenti già intrapresi a partire dal 2016 a tutela degli ex esposti all’amianto.

Non solo l’amianto dunque costituisce un rischio per l’insorgenza di patologie gravissime come i tumori di origine professionale.

Infatti, due settori di rilievo in Toscana, quali la lavorazione del legno e del cuoio, possono esporre i lavoratori a polveri che possono essere causa di tumori delle cavità nasali e dei seni paranasali.

In questo contesto, la sorveglianza sanitaria ed una diagnosi precoce potranno costituire un valido mezzo per la tutela di tutti gli esposti.

L’esposizione a polveri di cuoio: rischio adenocarcinoma delle cavità nasali e dei seni paranasali

Già lo IARC (International Agency for Research on Cancer) ha indicato come l’esposizione a polveri di cuoio possa provocare il cancro delle cavità nasali e paranasali.

Esistono evidenze, derivate da numerosi studi epidemiologici, di eccessi significativi d’incidenza di questa tipologia di tumore fra gli addetti all’industria calzaturiera.

In particolare l’esposizione sembrerebbe direttamente associata allo sviluppo dell’adenocarcinoma delle cavità nasali e dei seni paranasali.

I comparti produttivi a rischio esposizione a polveri di cuoio

A rischio esposizione alle polveri di cuoio possono essere gli addetti alle attività di:

  • confezione di abbigliamento e dei calzaturifici;
  • conservazione, concia e lavorazione di pelli e cuoi;
  • costruzione di veicoli (autoveicoli, ciclomotori, biciclette, rimorchi etc…)
  • produzione di tavolette per pavimenti, rivestimenti, cornici, attrezzi sportivi.

L’esposizione a polveri di legno duro: elevata probabilità d’insorgenza di tumori delle prime vie aeree

È stato ancora lo IARC, già da qualche decennio, ad indicare come l’esposizione, oltre una certa soglia, a polveri di legno duro possa essere cancerogena.

D’altra parte la cancerogenicità di queste polveri è già contemplata come agente causale nella Lista I delle malattie professionali INAIL (cioè quelle ad elevata probabilità di origine professionale).

Tumori del nasofaringe, delle cavità nasali e dei seni paranasali possono infatti avere una causa eziologica diretta nell’esposizione alle polveri di legno duro sul luogo di lavoro.

I comparti produttivi a rischio esposizione alle polveri di legno duro

A rischio cancerogeno sono dunque soggetti gli esposti alle polveri di legno duro nei comparti della:

  • fabbricazione del legno;
  • produzione e riparazione di mobili e infissi in legno;
  • verniciatura di pavimenti ed arredi in legno.

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Crediti immagine: foto di Eccofinishing da Pixabay. Modificata (ritagliata). Concessa con la stessa licenza.

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