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Le sostanze pericolose nel Titolo IX del Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008

Il Decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 è altrimenti conosciuto come testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (o TUSL).

Il decreto, pubblicato in attuazione dell’articolo 1 della Legge del 3 agosto 2007 n. 123, ha riunito, integrato e formalizzato tutta una serie di normative emanate nel corso di oltre sessant’anni in Italia in materia di organizzazione, prevenzione e tutela della salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro.

Il Testo Unico è stato successivamente integrato e corretto dal Decreto legislativo del 3 agosto 2009 n. 106 e da altri provvedimenti aggiuntivi.

Il Titolo IX del Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008

Il Titolo IX del decreto n. 81 copre gli art. 221-265 del Testo Unico. Il Titolo tratta diffusamente delle sostanze pericolose per la salute dei lavoratori.

Particolare riguardo è riservato ad alcuni argomenti cui sono dedicati i quattro Capi in cui è articolato, ovvero:

  • Capo I: protezione da agenti chimici;
  • Capo II: protezione da agenti cancerogeni e mutageni;
  • Capo III: protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto;
  • Capo IV: sanzioni.

Capo I: protezione da agenti chimici (art. 221-233)

Il Capo I del Titolo IX del Decreto legislativo n. 81 del 2009 descrive tutte le misure da adottare da parte del datore di lavoro al fine di salvaguardare il lavoratore da alti livelli di esposizione ad eventuali agenti chimici presenti o utilizzati sul luogo di lavoro.

Tali misure riguardano, in particolare:

  • la valutazione del rischio in base alla pericolosità delle sostanze e dei livelli limite di esposizione (art. 223);
  • i provvedimenti di prevenzione e protezione (artt. 224-225);
  • i provvedimenti di sorveglianza sanitaria (art. 229) riservati ai lavoratori.

L’articolo 229 stabilisce l’obbligo di sorveglianza sanitaria per gli agenti chimici classificati come: molto tossici, tossici, nocivi, sensibilizzanti, corrosivi, irritanti, tossici per il ciclo riproduttivo, cancerogeni e mutageni di categoria 3.

L’articolo stabilisce inoltre le modalità di effettuazione delle visite mediche per il lavoratore in termini di periodicità, monitoraggio biologico e vigilanza.

Rilevante l’articolo 232 che introduce nella normativa la definizione di “rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute”, da intendersi come:

  • rischio basso per la salute: ovvero salvaguardia dell’integrità fisica del lavoratore da effetti acuti ed immediati;
  • rischio irrilevante per la salute: ovvero esposizione ampiamente al di sotto dei valori limite individuati dalla normativa.

L’articolo 232, comma 2 richiama inoltre all’allegato XXXVIII la tabella con tutti i valori limite di esposizione per agente chimico, così come poi modificata dal Decreto legislativo del 3 agosto 2009 n. 106.

Capo II – Protezione da agenti cancerogeni e mutageni (art. 234 – 245)

Il Capo II del Titolo IX del Decreto legislativo n. 81 del 2009 dispone, da parte del datore di lavoro:

  • le misure atte alla valutazione del rischio di esposizione del lavoratore a sostanze cancerogene e mutagene (art. 236);
  • i provvedimenti tecnici e procedurali che ne garantiscano la salvaguardia (artt. 237 e 238);
  • nonché obblighi di informazione e formazione del personale (art. 239) ai fini di una corretta salvaguardia della salute dei lavoratori.

L’articolo 242, come modificato dal Decreto legislativo del 3 agosto 2009 n. 106, impone al datore di lavoro una valutazione qualitativa del rischio per i lavoratori. Tuttavia, dove tecnicamente possibile, gli è richiesta anche una misurazione della concentrazione dell’agente cancerogeno in aria e la quantificazione dell’esposizione reale del lavoratore all’agente, al fine di verificare l’efficacia delle misure preventive adottate.

Agli articoli 243 e 244, inoltre, sono introdotte alcune novità per quanto riguarda i provvedimenti di sorveglianza sanitaria:

  • l’obbligo del datore di lavoro della tenuta di un registro delle esposizioni. Il registro va consegnato al lavoratore ed è da trasmettere, da parte del medico,  all’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (in acronimo ISPESL). L’ISPESL è stato un istituto in seguito accorpato all’INAIL;
  • nuove attribuzioni e competenze dell’ISPESL in materia di accertamento e analisi dei dati;
  • l’istituzione del Registro nazionale dei casi di neoplasia di sospetta origine professionale presso l’ISPESL;
  • l’introduzione del Registro nazionale dei mesoteliomi (ReNaM) presso l’ISPESL;
  • l’istituzione del Registro nazionale dei tumori nasali e sinusali (ReNaTuNS)

L’allegato XLII al Titolo IX del Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008

Nell’allegato XLII al Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 viene riportato inoltre un elenco di professioni, sostanze, preparati e processi, di sicura pericolosità cancerogena e mutagena, in allegato XLII:

  • produzione di auramina con il metodo Michler;
  • lavori che espongono agli idrocarburi policiclici aromatici presenti nella fuliggine, nel catrame o nella pece di carbone;
  • lavori che espongono alle polveri, fumi e nebbie prodotti durante il raffinamento del nichel a temperature elevate
  • processo agli acidi forti nella fabbricazione di alcool isopropilico.
  • lavoro comportante l’esposizione a polvere di legno duro.

Si rimanda al sistema di ricerca sulle professioni a rischio per una completa analisi degli agenti cancerogeni e mutageni legati alle varie lavorazioni.

Capo III: protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto (artt. 246 – 261)

Il Capo III del Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 integra le disposizioni della legge 27 marzo 1992, n. 257, la prima legge italiana sull’amianto, per quanto riguarda la tutela della sicurezza dei lavoratori coinvolti nelle operazioni di

  • manutenzione;
  • rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto;
  • smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti;
  • bonifica delle aree interessate da amianto.

L’articolo 251 prevede per i lavoratori esposti:

  • l’uso di dispositivi di protezione individuale (DPI);
  • che la concentrazione filtrata nell’aria dell’agente pericoloso non sia superiore al valore limite fissato in 0,1 fibre per centimetro cubo d’aria.

Sono inoltre regolate le modalità di lavorazione, imballaggio e messa in sicurezza dei locali oggetto di manutenzione e bonifica. Si specificano le misure igieniche per un corretto svolgimento delle operazioni, in particolare per quanto riguarda gli indumenti e i dispositivi di protezione sul lavoro (art. 252):

  • gli indumenti devono restare all’interno del luogo di lavoro e puliti in lavanderie attrezzate;
  • i dispositivi di protezione devono essere custoditi in luoghi attrezzati, controllati e puliti dopo ogni utilizzo.

La sorveglianza sanitaria per i lavoratori cui è possibile l’esposizione a fibre di amianto è prevista dal Decreto , da parte del datore di lavoro, in tre fasi:

  • preventivamente all’attribuzione della mansione;
  • periodicamente, ogni 3 anni, per stimare l’idoneità respiratoria all’uso dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale);
  • alla fine del rapporto di lavoro.

L’articolo 253 introduce anche l’obbligo per il datore di lavoro di provvedere alla rilevazione periodica della concentrazione di fibre d’amianto nell’aria. Specifica infatti che “il prelievo dei campioni deve essere effettuato da personale in possesso di idonee qualifiche”.

Infine, oltre agli obblighi di formazione e informazione dei lavoratori (artt. 257-258), il datore di lavoro è tenuto (art. 260):

  • a iscrivere nel registro degli esposti i lavoratori che siano stati esposti a concentrazioni di sostanze pericolose oltre i valori limite;
  • a inviare copia del registro e segnalazione all’ISPESL (adesso INAIL).  Il provvedimento è dovuto anche a richiesta dell’ente stesso ed alla cessazione del rapporto di lavoro.

Capo IV – Sanzioni (artt. 262 – 264)

Per la violazione di uno o più articoli di cui ai Capi I, II e III del Titolo IX del Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 sono previste sanzioni sia pecuniare che penali distinte per il datore di lavoro e/o dirigente (art. 262), il preposto (art. 263) ed il medico competente (art. 264).

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Crediti: foto di Giammarco Boscaro su Unsplash. Modificata

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