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Risarcimento per Asbestosi in sede civile per Fincantieri

Il Tribunale di Palermo ha condannato Fincantieri al risarcimento della famiglia di un ex dipendente deceduto dopo aver contratto l’asbestosi per esposizione ad amianto sul luogo di lavoro.

L’azienda infatti non avrebbe adottato le dovute misure di sicurezza necessarie a prevenire l’esposizione e quindi la causa dell’insorgenza della patologia.

Infatti Fincantieri non avrebbe fornito adeguati dispositivi di protezione individuale, né avrebbe messo a conoscenza il lavoratore del rischio cui andava incontro nelle lavorazioni.

La prescrizione ed il risarcimento iure proprio per i familiari del dipendente Fincantieri deceduto per asbestosi

I legali rappresentanti di Fincantieri si erano opposti al risarcimento da un lato richiedendo la prescrizione del reato, dall’altro facendo valere un verbale di conciliazione, firmato qualche anno prima dalla vittima, nel quale questi rinunciava a qualunque pretesa di risarcimento anche futura.

Il Tribunale ha tuttavia respinto le eccezioni. Relativamente alla prescrizione infatti essa decorrerebbe dalla data della morte del lavoratore e non dell’insorgere della malattia professionale.

Dall’altro che il verbale di conciliazione sottoscritto in vita dal dipendente non avrebbe validità per le pretese di risarcimento iure proprio, ovvero relativo ai danni morali patiti dai familiari in conseguenza della perdita subita.

In conseguenza di ciò il Tribunale ha riconosciuto ai familiari un risarcimento di circa 800.000 euro.

Fonti e Rassegna Stampa

La notizia è stata della condanna è stata data attraverso gli organi di stampa, in particolare su livesicilia.it, con articolo del 19 maggio a cura di C. Z. Ulteriori approfondimenti su dbamianto.it, a cura di Red.

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Crediti immagine: foto di Dedda71, concessa con licenza CC BY 3.0, da Wikimedia Commons. Modificata (ritagliata). Riconcessa con la stessa licenza.

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