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Al via il processo per le morti per Mesotelioma Pleurico da Amianto alla centrale Enel di Fusina

È iniziato a Venezia il processo all’ex direttore N. T. sulla presenza di amianto e le morti per mesotelioma pleurico alla centrale termoelettrica Enel di Fusina.

Secondo l’accusa l’ex Direttore, a capo dello stabilimento dalla metà degli anni ’60 al 1985, non avrebbe predisposto le necessarie misure di prevenzione e tutele di sicurezza, come sancito in primis dall’art. 2087 del Codice Civile, per quanto riguardo la possibile esposizione ad amianto all’interno dello stabilimento.

L’ex dirigente è chiamato in giudizio per la morte di tre ex dipendenti deceduti a causa di mesotelioma pleurico contratto, seconda l’accusa, dopo aver inalato le fibre del pericoloso minerale sul posto di lavoro.

Accusa e difesa nel processo ex Dirigente Enel per le morti causate da mesotelioma pleurico

Per l’accusa infatti l’esposizione, e quindi le malattia, sarebbero derivate dal fatto che moltissime delle tubature e delle condotte e alcune componenti della centrale termo-elettrica sarebbero state coibentate, prima dell’entrata in vigore della Legge 257 del 1992, in amianto, minerale noto per le caratteristiche di refrattarietà al colore.

Tali coibentazioni avrebbero costituito un pericolo per tutti gli operai dell’azienda poiché, soggette a usura e sfregamenti, avrebbero potuto rilasciare polveri di asbesto nell’aria.

Come noto l’inalazione di tali fibre può causare, anche a distanza di decine di anni, malattie gravissime quali il mesotelioma peritoneale e pleurico, l’asbestosi, il tumore del polmone.

A rischio soprattutto il personale come gli elettricisti, usi a forare pannelli e verosimilmente vicini ai luoghi di possibile esposizione.

D’altro canto la difesa fa notare invece e pensa di dimostrare come l’ex dirigente abbia messo in atto le cautele previste all’epoca a tutela dall’esposizione ad asbesto, come indicato dai suoi superiori.

Il dibattimento si concentrerà certamente sulla dimostrazione del nesso di causalità fra esposizione all’amianto e insorgenza della patologia.

Saranno dunque tenuti in considerazione eventuale possibili esposizioni in altri luoghi di lavoro in cui abbiano svolto la propria attività gli ex dipendenti.

Infine si dibatterà a lungo, come sempre nei processi per malattie da esposizione all’amianto, in merito all’individuazione esatta del momento in cui sia avvenuta l’esposizione che ha causato la malattia.

Importante anche la problematica del cosiddetto effetto acceleratore: se cioè le esposizioni successive alla prima abbiano o meno anticipato l’insorgere del mesotelioma pleurico.

Nell’udienza preliminare il giudice ha chiamato in causa Enel come responsabile civile.

Dunque, nel caso di condanna, l’azienda, in quanto datore di lavoro, dovrà risarcire i familiari delle vittime.

La prima udienza si terrà il prossimo 2 Ottobre.

Fonti e Rassegna Stampa

La notizia, insieme ad un video di approfondimento, è stata diffusa da RAI News, articolo di D. C. oltreché da il gazzettino.it ed altri organi di stampa.

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Crediti immagine: foto di Bjoertvedt, concessa con licenzaCC BY-SA 4.0], da via Wikimedia Commons. Modificata. Riconcessa con la stessa licenza

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