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Piano Regionale di Tutela Amianto al via in Toscana

La Giunta Regionale della Toscana ha recentemente approvato l’indagine preliminare e le linee guida per il nuovo piano regionale di tutela dall’amianto come previsto dalla legge regionale n. 51 del 19 settembre 2013.

Sarà di oltre 10 milioni di euro lo stanziamento della Regione per il finanziamento delle procedure di bonifica e smaltimento dei manufatti in amianto, in particolare destinati alla messa in sicurezza di edifici pubblici quali scuole ed ospedali.

L’indagine preliminare presenta un quadro relativo al censimento di siti contaminati in Toscana, dalle cave ai siti industriali; fa una ricognizione sulla presenza dell’eternit sul territorio nonché nelle reti idriche.

Le azioni programmatiche previste dal Piano Regionale di Tutela dall’Amianto in Toscana

Le linee guida approvate dalla delibera regionale prevedono e pianificano alcune azioni essenziali in merito alla futura gestione del rischio amianto sul territorio regionale toscano:

  • mappatura dei siti e degli edifici contaminati o con presenza di amianto, in particolare per la rilevazione delle onduline eternit sul territorio regionale. Le rilevazioni effettuate in collaborazione con il Consorzio LaMMa sulle superfici maggiori di 400 metri quadri nei siti industriali hanno evidenziato un’alta incidenza nelle province di Arezzo e Massa Carrara;
  • monitoraggio e messa in sicurezza delle cave;
  • monitoraggio della presenza di condotte e quindi fibre in amianto nelle condotte idriche. In particolare nei comuni di Altopascio, Buti, Camaiore, Cascina, Castagneto Carducci, Cecina, Collesalvetti, Empoli, Forte dei Marmi, Fucecchio, Livorno, Marciana, Montale, Montelupo Fiorentino, Montevarchi, Pietrasanta, Pisa, Pontedera, Rosignano Marittimo, San Giuliano Terme, Santa Croce sull’Arno, Scandicci, Sesto Fiorentino, Terricciola, Vecchiano, Vicopisano, Vinci c’è ancora una percentuale rilevante di acquedotti in cemento-amianto;
  • rafforzamento delle azioni di bonifica ed incentivi per lo smaltimento nelle abitazioni;
  • potenziamento della sorveglianza sanitaria nei lavoratori ex esposti all’amianto;
  • formazione professionale per gli addetti alla rimozione amianto, ma anche per medici e personale degli enti locali;
  • istituzione di un osservatorio permanente sull’amianto in collaborazione con enti di ricerca.

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Crediti immagine: Foto di MetsikGarden da Pixabay. Modificata (ritagliata). Concessa con licenza Creative Commons – Pixabay. Ridistribuita con la stessa licenza.

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