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Pensione di inabilità esposti amianto. Allargata la platea dei beneficiari

Potranno andare in pensione (con la pensione di inabilità amianto) i lavoratori esposti all’amianto che abbiano contratto una qualsiasi malattia asbesto correlata.

Lo stabilisce un emendamento recentemente approvato al Decreto Crescita.

I lavoratori ammalati potranno dunque avvalersi della pensione anticipata anche se non colpiti da una delle sei malattie già contemplate dalla Legge di Bilancio 2017, che l’aveva prevista per i lavoratori affetti da

I requisiti per la pensione di inabilità per esposizione all’amianto

I requisiti per accedere alla pensione di inabilità amianto saranno:

  • possedere documentazione certificata di esposizione all’amianto;
  • almeno 5 anni di contribuzione, anche per i transitati in gestione diversa da INPS e i titolari di sussidio di accompagnamento alla pensione entro il 2020.

La pensione decorrerà dal mese successivo alla presentazione della domanda.

Per poterla presentare bisognerà tuttavia attendere il Decreto attuativo una volta che la Legge di conversione sarà approvata. Il Decreto dovrà essere emanato, entro 30 giorni, dal Ministro del Lavoro, di concerto con il Ministero dell’Economia.

Finalmente potranno usufruire della pensione amianto gli ex lavoratori dell’Isochimica, ammalatisi di patologie asbesto correlate

Potranno dunque andare in pensione circa una 50ina di ex lavoratori dell’Isochimica, l’azienda di scoibentazione di carozze ferroviarie di Borgo Ferrovia (Avellino), attiva alla fine degli anni ’80.

Gli operai furono esposti all’amianto senza essere informati del rischio né dotati degli opportuni dispositivi di protezione individuale durante le operazioni di rimozione del materiale.

È ancora in corso il Processo per i decessi alla fabbrica di Avellino (se ne contano quasi una trentina).

Il Tribunale di Avellino ha recentemente condannato anche le ex Ferrovie dello Stato, committenti delle attività di scoibentazione all’Isochimica, al risarcimento dei familiari delle vittime.

Il Tribunale ha ritenuto l’azienda ferroviaria giuridicamente responsabile per l’esposizione all’asbesto dei lavoratori.

Le Ferrovie infatti, pur a conoscenza della pericolosità del materiale, non avrebbe debitamente informato sia l’azienda appaltante e conseguentemente i lavoratori degli eventuali rischi per la salute.

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Crediti: foto di nattanan23 su pixabay.com. Modificata (ritagliata). Concessa e ridistribuita con licenza CC0 Creative Commons.

 

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