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PD-L1: un biomarcatore che potrebbe rivelarsi importante nella valutazione perioperatoria del mesotelioma pleurico maligno

Secondo un recente studio un’alta espressione della proteina PD-L1 nelle cellule del mesotelioma pleurico maligno potrebbe costituire un importante fattore prognostico ed essere fondamentale nella valutazione ed esecuzione di una eventuale resezione chirurgica della neoplasia.

La ricerca è stata recentemente pubblicata sulla rivista The Annals of Thoracic Surgery dai ricercatori della Divisione di Chirurgia Toracica del Baylor College of Medicine di Houston, Texas.

La ricerca si è articolata su due fronti. Da un lato i ricercatori hanno condotto una meta-analisi su 14 studi precedentemente pubblicati che riportassero i dati di sopravvivenza globale e livelli di espressione della proteina PD-L1 in casi di mesotelioma pleurico maligno.

Dall’altro hanno analizzato i dati di campioni provenienti da una coorte di 75 pazienti cui era stata effettuata la resezione chirurgica del tumore.

I risultati della meta-analisi riguardante espressione di PD-L1 e sopravvivenza globale nei pazienti affetti da mesotelioma pleurico maligno

La meta-analisi condotta dai ricercatori su 14 studi riguardanti casi di mesotelioma pleurico riportanti dati relativi ad espressione di PD-L1 sulle cellule neoplastiche e sopravvivenza globale hanno mostrato una correlazione fra più alti valori di PD-L1 e più breve sopravvivenza media.

L’analisi sulla coorte di 75 pazienti sottoposti a resezione chirurgica del mesotelioma pleurico maligno

L’analisi dei ricercatori Baylor College of Medicine di Houston si è poi focalizzata poi sull’analisi dei dati riguardanti una coorte di 75 pazienti ammalati di mesotelioma pleurico sottoposti a resezione chirurgica del tumore.

Risultati in questa coorte:

  • Il 65% delle neoplasie aveva una espressione di PD-L1 superiore o uguale all’1%.
  • Una espressione di PD-L1 maggiore o uguale al 50% era più frequente nel mesotelioma di tipo non epiteliode (29% vs 14%).
  • Un’alta espressione di PD-L1 era associata ad un peggior dato relativo alla sopravvivenza (in particolare nel tipo epiteliale).

Tali dati, secondo i ricercatori, potrebbero costituire delle indicazioni significative nella valutazione del possibile decorso clinico della malattia e dunque sull’opportunità di un eventuale intervento operatorio o perioperatorio.

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Crediti immagine: foto di RAEng_Publications da Pixabay. Modificata (ritagliata). Concessa con licenza originaria.

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