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Onere della prova per malattia professionale tabellata a carico dell’INAIL: ordinanza Corte di Cassazione n. 20769/17

Una recente ordinanza del 2017 della Corte di Cassazione ha ribadito su chi gravi l’onere della prova per malattia professionale in merito alla dimostrazione, positiva o negativa, del nesso causale fra occupazione e malattia professionale stessa.

L’ordinanza n. 20769 del 5 settembre 2017 ha sottolineato infatti come, nel caso di malattia tabellata, la dimostrazione di una eziologia diversa da quella lavorativa sia a carico dell’ente assicuratore (l’INAIL). Per una malattia non presente nelle suddette tabelle invece deve essere il lavoratore a darne prova.

Il pdf dell’ordinanza è visionabile sul sito ufficiale della Corte Suprema di Cassazione.

Il caso all’origine dell’ordinanza sull’onere della prova per malattia professionale

All’origine dell’ordinanza il caso di un metalmeccanico verniciatore, esposto per anni a solventi e vernici, ammalatosi di carcinoma alla vescica.

Il lavoratore chiedeva all’INAIL il riconoscimento del nesso causale, negato dall’Istituto anche a causa di un presunto e forte tabagismo, fra attività lavorativa svolta e la patologia contratta (che gli causava una invalidità permanente del 65%).

La richiesta del lavoratore era stata precedentemente rigettata dalla Corte di Appello di Torino che aveva escluso la correlazione fra esposizione lavorativa e il tumore alla vescica.

La Corte aveva di fatto accolto le considerazioni contrarie al riconoscimento dei due Consulenti Tecnici d’Ufficio, i quali avevano portato a supporto prove non certe nei livelli di esposizione del lavoratore a vernici e ammine aromatiche e, al contempo, indicato la probabile eziologia della malattia nel fumo di sigaretta.

Le motivazioni della Corte di Cassazione in merito all’onere della prova per malattia professionale

La Corte invece, richiamando una precedente sentenza della Corte stessa (n. 23653/2017), ha rinviato il fascicolo nuovamente alla Corte d’Appello, ribadendo come:

dall’inclusione nelle apposite tabelle sia della lavorazione che della malattia (purché insorta entro il periodo massimo di indennizzabilità [illimitato per le patologie tumorali, NdA]) deriva l’applicabilità della presunzione di eziologia professionale della patologia sofferta dall’assicurato, con il conseguente onere di prova contraria a carico dell’I.N.A.I.L. […] di modo che, per escludere la tutela assicurativa è necessario accertare, rigorosamente ed inequivocabilmente, che vi sia stato l’intervento di un diverso fattore patogeno, che da solo o in misura prevalente, abbia cagionato o concorso a cagionare la tecnopatia;

che tale regola deve essere, tuttavia, temperata in caso di malattia, come quella tumorale, ad eziologia multifattoriale, nel senso che la prova del nesso causale non può consistere in semplici presunzioni desunte da ipotesi tecniche teoricamente possibili, ma deve consistere nella concreta e specifica dimostrazione, quanto meno in via di probabilità, della idoneità della esposizione al rischio a causare l’evento morboso, con la precisazione che in presenza di forme tumorali che hanno o possono avere, secondo la scienza medica, un’origine professionale, la presunzione legale quanto a tale origine torna ad operare […].

La Corte, nel rinviare alla Corte d’Appello il fascicolo, ha inoltre sottolineato varie omissioni ed errori nelle relazioni dei consulenti d’ufficio.

Gli errori riguarderebbero sia l’accertamento dell’effettiva esposizione del lavoratore all’interno del luogo di lavoro (una carrozzeria), sia il livello di tabagismo del lavoratore, che risulterebbe molto inferiore rispetto a quanto presunto.

Le sostanze nocive tabellate citate nell’ordinanza

Nell’ordinanza la Cassazione riporta nello specifico gli agenti tumorali all’origine di malattia professionale come elencati alla voce 34) dell’allegato 1 del d.p.r. 1994 n. 336, ovvero malattie causate da:

  • amine alifatiche (primarie, secondarie, terziarie ed eterocicliche) e loro derivati alogenati, fendici, nitrosi, nitrati e solfonati;
  • amine aromatiche (primarie, secondarie, terziarie ed eterocicliche) e loro derivati alogenati, fendici, nitrosi, nitrati e solfonati;
  • idrazine aromatiche e loro derivati alogenati, fenolici, nitrosi, nitrati e solfonati e le relative lavorazioni.

L’allegato integra le Tabelle di legge INAIL in prima istanza allegate (n. 4 e 5) al Decreto del Presidente della Repubblica n. 1124/1965 (testo unico per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali).

Le modifiche e integrazioni sono state oggetto di successivi aggiornamenti approvati con

  • DPR n. 336/1994;
  • Decreto Ministeriale n. 169/2008
  • Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 10 giugno 2014.

Le sostanze nocive all’origine di tumori professionali e le relative lavorazioni aggiornate, presenti nelle Tabelle, possono essere consultate attraverso l’apposita utilità per la ricerca delle malattie tabellate INAIL di Risarcimento Malattie Professionali.

Crediti: immagine di DariuszSankowski su pixabay.com. Modificata. Concessa e ridistribuita con licenza CC0 1.0 Universal (CC0 1.0)

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