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Motorista navale deceduto a causa di un mesotelioma. Risarcimento alla famiglia

Il Tribunale di Roma ha condannato, in primo grado, il Ministero della Difesa al risarcimento dei familiari di un ex sottufficiale motorista della Marina Militare colpito da mesotelioma a causa dell’esposizione a polveri di amianto sul luogo di lavoro.

L’uomo, dipendente della Marina dal 1973 al 1978, prima nella base militare presso “La Maddalena” e poi a Napoli, aveva ricevuto la diagnosi nel 2011 ed era deceduto due anni dopo, nel 2013, per le conseguenze della malattia, all’età di 59 anni.

Il Tribunale ha quantificato l’indennizzo in circa un milione e trecentomila euro a titolo di danno non patrimoniale e danno da perdita parentale in favore della vedova e dei due figli del sottufficiale.

Secondo quanto stabilito dal giudice l’uomo sarebbe stato esposto ad amianto sul luogo di lavoro senza che gli fossero stati messi a disposizione adeguati dispositivi di protezione individuale quali tute e/o maschere filtranti, né fossero stati predisposti impianti di depurazione dell’aria e e fosse stata attuata la messa in sicurezza del materiale cancerogeno.

Fonti e rassegna stampa

La notizia è stata diffusa da alcune testate giornalistiche online. Per approfondimenti si leggano in particolare l’articolo della redazione di Il Riformista e di quella di Il Mattino del 30 agosto 2022.

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Crediti immagine: foto di Karolina Grabowska da Pexels. Modificata (ritagliata e ridimensionata). Concessa in uso con licenza originaria.

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