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Motorista Navale della Marina deceduto a causa di un mesotelioma riconosciuto vittima del dovere

Il Tribunale di Torre Annunziata ha condannato il Ministero della Difesa ed il Ministero degli Interni al riconoscimento quale vittima del dovere di un ex motorista della Marina Militare (dal 1968 al 1970) deceduto a causa di un mesotelioma causato dall’esposizione all’amianto.

L’uomo, impiegato come motorista navale, aveva lavorato ad Ancona, Augusta e Taranto durante il periodo di leva venendo a contatto con le componenti in amianto nei motori e con le fibre aero-disperse dai rivestimenti delle tubature a bordo nave.

Il legale della donna è riuscito a dimostrare il nesso causale fra la malattia e l’esposizione avvenuta nel biennio del periodo di leva, nonostante la vittima fosse stata possibilmente a contatto con le fibre di asbesto anche presso altre realtà in cui aveva prestato servizio (presso il Ministero dei Trasporti e Tirrenia Navigazione).

A tutela della vittima dunque, secondo il Tribunale di Torre Annunziata, non sarebbero state predisposte le misure di sicurezza necessarie a prevenire la malattia, in particolare adeguati dispositivi di protezione individuale.

Come risarcimento del danno il Tribunale ha riconosciuto alla vedova della vittima una speciale elargizione di 200mila euro nonché un assegno vitalizio di circa 1900 euro.

Fonti e rassegna stampa

La notizia è stata diffusa di numerose testate giornalistiche online. Per un approfondimento si leggano in particolare gli articoli della redazione di JNews e di Ansa del 28 settembre 2022.

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Crediti immagine: foto di LEANDRO AGUILAR da Pixabay. Modificata (ritagliata e ridimensionata). Immagine di repertorio. Concessa in uso con licenza originaria.

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