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Mesotelioma: il TAR condanna il Ministero, risarcita la famiglia di un militare

Ultimo aggiornamento di Redazione il

Dopo una lunga carriera nella Marina Militare e un altrettanto lungo iter giudiziario, è arrivato il riconoscimento formale della responsabilità dello Stato per la morte di un sottufficiale stroncato a 63 anni da un mesotelioma pleurico, causato dall’esposizione prolungata all’amianto in ambienti militari.

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Friuli Venezia Giulia ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire la famiglia con una somma complessiva di oltre 600 mila euro.

Il militare, che aveva ricoperto anche il ruolo di infermiere e assistente sanitario, aveva prestato servizio per quasi quattro decenni, dal 1966 al 2004, alternandosi tra unità navali e basi a terra, tra cui l’Arsenale della Marina Militare di La Spezia.

In questo lungo periodo era stato esposto senza protezioni adeguate a materiali contenenti amianto, in ambienti che non erano stati bonificati né dotati di sistemi di prevenzione adeguati. A ciò si aggiunge la mancanza di formazione specifica e di sorveglianza sanitaria.

La diagnosi di mesotelioma pleurico

La diagnosi della malattia arrivò nel 2008, a pochi anni dal congedo. Nonostante le cure, il rapido aggravarsi delle condizioni di salute portò al decesso nel 2009, dopo una fase finale di grande sofferenza.

Il Ministero aveva già riconosciuto la patologia come dipendente da causa di servizio nel 2013, concedendo alla vedova e ai figli lo status di familiari di vittima del dovere e relativi benefici previdenziali.

Il ricorso al TAR, tuttavia, ha puntato a ottenere un risarcimento pieno per i danni direttamente subiti dal militare prima della morte.

La sentenza del TAR

Il tribunale ha accolto la richiesta, riconoscendo la totale responsabilità dell’amministrazione per non aver tutelato il proprio dipendente. Nella somma risarcitoria, sono stati inclusi oltre 93 mila euro per la sofferenza consapevole patita nei primi cento giorni dopo la diagnosi e circa 490 mila euro per il danno biologico derivante dall’inabilità progressiva. L’importo sarà compensato con quanto già erogato dal Ministero.

La sentenza segna un importante precedente e sottolinea la necessità di garantire tutele efficaci per chi ha servito lo Stato in ambienti pericolosi, troppo a lungo trascurati in termini di sicurezza e salute.

Fonti e rassegna stampa

La notizia è stata diffusa da numerosi portali di notizie online. Per un approfondimento si consiglia di leggere in particolare l’articola della Redazione La Spezia di La Nazione del 21 maggio 2025 e l’articolo della redazione di Rai News del 22 maggio 2025.

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Crediti immagine di copertina: foto di Ksenya Loboda da Pexels. Modificata (ritagliata, degradata e ridimensionata). Concessa con licenza originaria Pexels. Immagine di repertorio non riferita agli argomenti trattati nell’articolo ma relativa semplicemente al settore della cantieristica navale.

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