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Mesotelioma di origine professionale in Italia: incidenza per regione (2020–2024)
Il mesotelioma è una neoplasia rara ma fortemente associata all’esposizione professionale ad amianto, caratterizzata da una lunga latenza e da un’elevata criticità clinica. In Italia, la lettura dei casi di mesotelioma in ambito lavorativo si basa sulle rilevazioni statistiche dell’INAIL, utilizzate come riferimento informativo in contesti sanitari e medico-legali.
In questo articolo presentiamo un’analisi dei dati ufficiali INAIL più recenti relativi ai mesoteliomi di origine professionale denunciati, utilizzando l’ultima rilevazione semestrale disponibile: “Mesotelioma – dati semestrali, Italia, dicembre 2025” consultabile al seguente link: Inail – Malattie professionali (dati semestrali) · Italia.
I dati coprono il periodo 2020–2024 e consentono un confronto strutturato tra: numero di casi, distribuzione territoriale, popolazione residente e tassi di incidenza.
Obiettivi dell’analisi
- Evidenziare le differenze regionali nella distribuzione dei casi di mesotelioma di origine professionale.
- Distinguere tra numero assoluto di casi e rischio individuale, espresso come tasso di incidenza per 100.000 abitanti.
- Osservare l’andamento temporale del fenomeno nel periodo 2020–2024.
- Contestualizzare i dati rispetto alle principali aree di esposizione lavorativa.
Cosa trovi nei grafici
- Casi per regione (ultimo anno disponibile): grafico a barre per evidenziare la concentrazione territoriale.
- Andamento dei casi 2020–2024: grafico a linee sulle principali regioni per trend e persistenza del fenomeno.
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Popolazione, incidenza e casi (2024): grafico a bolle con:
- asse X: popolazione residente
- asse Y: incidenza per 100.000 abitanti
- dimensione bolla: numero di casi
- Distribuzione per macro-settore (agricoltura, industria, enti pubblici): grafico a torta.
- Distribuzione per genere (uomini/donne) sul periodo 2020–2024: grafico a torta.
Metodo di calcolo (incidenza)
Il tasso di incidenza è calcolato come: (casi / popolazione residente) × 100.000. La popolazione utilizzata è quella residente al 31 dicembre di ciascun anno, secondo i dati ufficiali ISTAT, così da garantire coerenza temporale tra numeratore e denominatore.
Per il quadro epidemiologico nazionale complessivo si rimanda al Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM).
Numero di casi di mesotelioma per Regione (2024) ↑
La distribuzione dei casi nel 2024 mostra una forte concentrazione nelle regioni del nord, con la Lombardia nettamente al primo posto (227 casi), seguita da Piemonte (137) ed Emilia-Romagna (84). Questo dato riflette in larga parte la dimensione demografica, ma non è spiegabile esclusivamente con essa.
Il Piemonte e la Liguria, pur con popolazioni significativamente inferiori rispetto alla Lombardia, presentano un numero di casi elevato in rapporto alla popolazione residente. Questo scostamento è coerente con i valori di incidenza più alti osservati nel 2024 (oltre 3 casi per 100.000 abitanti), indicando una concentrazione territoriale dei casi superiore a quanto ci si attenderebbe dai soli volumi demografici.
Il Friuli-Venezia Giulia (52 casi) rappresenta una delle regioni più evidentemente anomala: a fronte di una popolazione ridotta, il numero assoluto di casi è paragonabile a quello di regioni molto più grandi come la Toscana. Questo dato trova riscontro in un’incidenza tra le più elevate a livello nazionale, suggerendo un peso sproporzionato del fenomeno sul territorio regionale.
Al contrario, regioni ad alta popolazione come Lazio (21 casi) e Campania (20 casi) mostrano valori assoluti contenuti. In questi casi, il numero di casi risulta coerente con incidenze molto basse nel 2024 (inferiori a 0,4 per 100.000), evidenziando come il semplice conteggio dei casi non segua automaticamente la distribuzione della popolazione.
Le regioni di piccole dimensioni (Valle d’Aosta e Basilicata) presentano numeri assoluti molto bassi, che vanno interpretati con cautela: in contesti demograficamente ridotti, variazioni di pochi casi possono produrre oscillazioni rilevanti nei tassi di incidenza, rendendo il dato annuale più instabile rispetto alle regioni maggiori.
I dati di numerosità nell’VIII Rapporto ReNaM (Registro Nazionale dei Mesoteliomi)
Il quadro territoriale osservato nel 2024 è coerente con quanto documentato dall’VIII Rapporto del Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM), che evidenzia una concentrazione storicamente stabile dei casi nelle regioni del nord e in parte del centro.
Le mappe comunali e regionali del ReNaM mostrano come questi territori presentino da decenni una maggiore densità di casi segnalati, suggerendo che le differenze osservate non siano episodiche ma riflettano assetti territoriali consolidati nel tempo.
Lo stesso Rapporto sottolinea inoltre che, nelle regioni con valori assoluti più elevati, la rilevazione dei casi può considerarsi sostanzialmente esaustiva, grazie alla continuità operativa dei Centri Operativi Regionali (COR).
Al contrario, in alcune aree del Centro-Sud la sorveglianza epidemiologica ha subito nel tempo discontinuità organizzative, un elemento che il ReNaM indica come potenziale fattore di sottostima del fenomeno. Questo aspetto contribuisce a spiegare parte delle differenze territoriali osservate nel confronto tra i numeri assoluti regionali.
Andamento dei casi nelle principali regioni (2020–2024) ↑
L’analisi temporale del numero di casi di mesotelioma di origine professionale consente di inquadrare il fenomeno oltre la fotografia di un singolo anno, distinguendo tra oscillazioni annuali e tendenze che si ripetono nel tempo. Questo tipo di lettura è particolarmente rilevante in presenza di numeri relativamente contenuti, dove variazioni anche modeste possono incidere sensibilmente sui confronti territoriali.
Per “principali regioni” si intendono quelle che, nel periodo osservato, concentrano stabilmente il maggior numero di casi a livello nazionale. La selezione non è quindi basata sull’incidenza, ma sulla rilevanza quantitativa del fenomeno, così da rendere confrontabili nel tempo territori che contribuiscono in modo consistente al totale dei casi osservati.
Il grafico evidenzia traiettorie differenti tra le regioni considerate. La Lombardia mantiene nel tempo i valori più elevati in termini assoluti, con un andamento complessivamente crescente e una stabilizzazione su livelli alti negli ultimi anni del periodo osservato.
Piemonte ed Emilia-Romagna mostrano una crescita più graduale, con oscillazioni annuali ma senza brusche discontinuità, suggerendo una dinamica relativamente stabile del numero di casi nel medio periodo. Veneto e Toscana si collocano su livelli inferiori ma seguono un profilo temporale simile, caratterizzato da variazioni contenute attorno a un valore medio.
Il Friuli-Venezia Giulia rappresenta un caso particolare: a fronte di numeri assoluti più bassi, l’andamento appare più irregolare, con oscillazioni più marcate tra un anno e l’altro. Questo comportamento è coerente con il peso che pochi casi in più o in meno possono avere in regioni con una popolazione più ridotta.
I dati pluriennali nell’VIII Rapporto ReNaM (Registro Nazionale dei Mesoteliomi)
In questo contesto il Registro Nazionale dei Mesoteliomi (VIII Rapporto)segnala che la stabilità delle traiettorie dei casi nel tempo è più evidente proprio nelle regioni che contribuiscono in modo consistente al totale nazionale e in cui la raccolta dei dati è considerata sostanzialmente esaustiva.
L’analisi pluriennale consente infatti di attenuare l’effetto delle oscillazioni annuali e di leggere l’andamento dei casi come espressione di dinamiche strutturali di lungo periodo, piuttosto che come fenomeno episodico legato a singole annualità.
Confronto territoriale tra casi, incidenza e popolazione (2024) ↑
Dopo l’analisi dei valori assoluti, è necessario affiancare una lettura che tenga conto delle differenze demografiche tra le regioni. Il confronto tra numero di casi, popolazione residente e incidenza consente di distinguere i territori in cui il mesotelioma di origine professionale rappresenta un fenomeno quantitativamente esteso da quelli in cui, pur con numeri più contenuti, il peso relativo sulla popolazione è più elevato.
La figura seguente utilizza una rappresentazione a bolle per sintetizzare queste tre dimensioni in un unico colpo d’occhio, offrendo una chiave di lettura comparativa del quadro regionale nel 2024 e permettendo di individuare scostamenti significativi rispetto a quanto suggerito dai soli conteggi di casi.
La lettura del grafico mostra che alcune regioni del nord si collocano stabilmente nell’area ad alta incidenza pur avendo una popolazione contenuta. Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Piemonte presentano bolle relativamente piccole ma posizionate in alto, segnalando un’intensità del fenomeno superiore a quella attesa sulla base dei soli volumi demografici.
La Lombardia costituisce un caso distinto: la bolla è la più ampia per numero assoluto di casi, ma la posizione sull’asse dell’incidenza risulta meno estrema rispetto ad altre regioni. Questo indica che il primato numerico è in larga parte legato alla dimensione della popolazione, mentre il rischio relativo appare più concentrato in altri contesti territoriali.
Le regioni del centro-sud tendono invece a disporsi nella fascia a bassa incidenza, anche in presenza di popolazioni elevate. Casi come Lazio e Campania evidenziano visivamente una dissociazione tra dimensione demografica e frequenza del mesotelioma professionale, confermando l’importanza di distinguere tra conteggi assoluti e tassi standardizzati.
Le regioni con popolazione molto ridotta generano bolle piccole e più isolate: in questi contesti, variazioni minime nel numero di casi possono produrre oscillazioni rilevanti dell’incidenza. Il grafico suggerisce quindi cautela interpretativa e rafforza la necessità di una lettura integrata delle diverse variabili.
Andamento dell’incidenza nelle regioni a maggiore rischio (2020–2024) ↑
Dopo aver esaminato l’andamento del numero di casi, l’analisi si concentra sul tasso di incidenza, che consente di valutare il peso del mesotelioma di origine professionale in rapporto alla popolazione residente. Questa prospettiva permette di confrontare territori molto diversi per dimensione demografica e di individuare aree in cui il fenomeno risulta strutturalmente più rilevante.
Le regioni incluse nella figura sottostante sono quelle che, nel periodo 2020–2024, presentano i valori medi di incidenza più elevati a livello nazionale. La selezione non riflette quindi il numero assoluto di casi, ma l’intensità del fenomeno sulla popolazione. La linea della media nazionale è riportata come riferimento per evidenziare gli scostamenti rispetto al quadro complessivo italiano.
Il grafico mostra come alcune regioni mantengano, lungo tutto il periodo osservato, livelli di incidenza sistematicamente superiori alla media nazionale. Friuli-Venezia Giulia e Liguria si collocano costantemente nella fascia alta, con valori che superano la media italiana in modo marcato in quasi tutte le annualità.
Piemonte e Valle d’Aosta presentano un andamento più variabile, alternando anni con incidenze molto elevate ad altri più contenuti, ma rimanendo nel complesso al di sopra del valore medio nazionale. In questi casi, l’oscillazione temporale evidenzia come il tasso di incidenza possa essere particolarmente sensibile a variazioni limitate nel numero di casi.
La Lombardia mostra un profilo distinto: l’incidenza rimane generalmente superiore alla media italiana, ma con uno scarto più contenuto rispetto ad altre regioni ad alta incidenza. Questo andamento è coerente con quanto osservato nelle analisi precedenti, dove il numero elevato di casi si accompagna a una popolazione molto ampia.
Nel complesso, il confronto con la media nazionale evidenzia che le differenze territoriali non sono episodiche, ma tendono a riproporsi nel tempo. L’andamento pluriennale rafforza quindi la lettura strutturale del dato, distinguendo le regioni in cui l’incidenza elevata rappresenta una caratteristica persistente da quelle in cui emergono solo picchi temporanei.
Andamento dell’incidenza secondo l’VIII Rapporto ReNaM (Registro Nazionale dei Mesoteliomi)
L’andamento pluriennale dell’incidenza nelle regioni a maggiore rischio riflette profili produttivi territoriali ben caratterizzati nel tempo, come documentato dall’VIII Rapporto ReNaM. In Liguria, l’elevata incidenza è associata in modo ricorrente alla presenza storica di cantieristica navale, riparazioni navali, attività portuali e industrie metalmeccaniche, con una forte concentrazione dei casi in specifiche aree costiere.
Per il Friuli-Venezia Giulia, il ReNaM segnala un ruolo rilevante dell’industria manifatturiera, dei cantieri navali e delle attività portuali, con una distribuzione dei casi fortemente polarizzata in alcuni contesti locali.
In Piemonte, l’incidenza elevata si inserisce in una struttura produttiva storicamente caratterizzata da industria metalmeccanica, produzione e manutenzione di impianti industriali e lavorazioni con impiego di materiali contenenti amianto, che contribuiscono a mantenere il tasso su livelli superiori alla media nazionale lungo l’intero periodo osservato.
La Lombardia presenta un profilo distinto ma coerente con l’andamento osservato: il ReNaM evidenzia una pluralità di settori coinvolti, tra cui edilizia, industria metalmeccanica e metallurgica, chimica, tessile non-amianto e produzione di mezzi di trasporto, che determinano un’elevata numerosità di casi distribuiti su una popolazione molto ampia.
In questo contesto, l’incidenza rimane stabilmente superiore alla media italiana ma con scarti più contenuti rispetto ad altre regioni, proprio per effetto della dimensione demografica.
Nel complesso, la stabilità temporale dell’incidenza nelle regioni analizzate conferma quanto riportato dal ReNaM: il tasso di incidenza rappresenta un indicatore cumulativo delle esposizioni professionali pregresse, strettamente legato alla storia industriale dei territori più che alle dinamiche occupazionali attuali.
Distribuzione dei casi per categoria di attività ↑
La figura seguente mostra la distribuzione dei casi di mesotelioma di origine professionale in Italia nel periodo 2020–2024 per categoria di attività economica. La classificazione per settore consente di inquadrare il fenomeno in base ai contesti lavorativi prevalenti, offrendo una lettura complementare rispetto alle analisi territoriali e temporali.
Il grafico evidenzia una netta predominanza dei casi attribuiti al settore industriale, che concentra la quasi totalità delle segnalazioni nel periodo considerato. Le categorie agricoltura ed enti pubblici rappresentano quote residuali, confermando un contributo numericamente limitato al totale dei casi osservati.
Questa distribuzione suggerisce che il peso del mesotelioma professionale rimane fortemente concentrato in specifici ambiti produttivi, mentre altri settori incidono in misura marginale sul quadro complessivo. Il dato va letto in continuità con le analisi territoriali e demografiche, che mostrano come la concentrazione dei casi non sia omogenea né per area geografica né per struttura occupazionale.
Profilo demografico dei casi ↑
L’analisi demografica dei casi di mesotelioma di origine professionale osservati nel periodo 2020–2024 consente di inquadrare il fenomeno in termini di distribuzione per genere, fornendo un ulteriore livello di lettura rispetto ai dati territoriali, temporali e settoriali.
Il grafico mostra una marcata prevalenza dei casi tra gli uomini, che rappresentano la quota largamente maggioritaria delle diagnosi nel periodo considerato. La componente femminile risulta numericamente molto più contenuta, pur essendo stabilmente presente nel tempo.
Questo profilo demografico appare coerente con la distribuzione dei casi per categoria di attività e con le differenze territoriali osservate, suggerendo una forte concentrazione del rischio in specifici contesti lavorativi storicamente a prevalenza maschile.






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