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Mesotelioma Pleurico. Speranze per una cura da uno studio italiano

I ricercatori dell’Università di Torino hanno scoperto due molecole che inibiscono la crescita delle cellule tumorali del mesotelioma pleurico maligno.

Il mesotelioma pleurico è una grave neoplasia che colpisce la sottile membrana che riveste i polmoni, detta mesotelio.

La prognosi della malattia è purtroppo infausta e la sopravvivenza media ancora molto bassa.

La scoperta apre a nuove speranze nella ricerca di una cura a questa gravissima patologia legata all’esposizione all’amianto.

Gli autori della ricerca sul mesotelioma pleurico maligno

La ricerca è stata guidata da Riccarda Granata, Prof.ssa associata del Dipartimento di Scienze Mediche nella di Divisione di Endocrinologia, Diabetologia e Metabolismo dell’Università di Torino, e dal Prof.Ezio Ghigo che hanno coordinato alcuni colleghi dello stesso Dipartimento, del Dipartimento di Oncologia, del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e dell’Unità di Patologia.

Lo studio è stato condotto in collaborazione con il gruppo di lavoro del premio Nobel per la Medicina (1977) Andrew Viktor Schally della Division of Endocrinology, Diabetes and Metabolism della Miller School of Medicine presso l’Università di Miami in Florida.

Le nuove molecole che potrebbero fermare la crescita del mesotelioma pleurico: lo studio

Lo studio dei ricercatori dell’Università di Torino è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) lo scorso 18 gennaio.

Sono state individuate due molecole in grado di rallentare la proliferazione delle cellule neoplastiche del mesotelioma pleurico.

Le due molecole MIA-602 e il MIA-690 sono due antagonisti del fattore di crescita costituito dall’ormone di rilascio dell’ormone della crescita, ovvero il GHRH, acronimo inglese di Growth Hormone Releasing Hormone.

Entrambi i composti hanno dimostrato efficacia sia in vitro, sulle linee cellulari e le cellule primarie del mesotelioma pleurico (prelevate da tessuto umano), che in vivo sugli xenotrapianti, cellule tumorali umane trapiantate nei topi.

In entrambi i casi infatti la sopravvivenza e proliferazione delle cellule tumorali è stata ridotta e/o inibita.

In particolare i due composti hanno rivelato una notevole capacità di indurre l’apoptosi nelle cellule neoplastiche. L’apoptosi è un processo biologico che porta a morte programmata le cellule stesse.

Le molecole sarebbero inoltre in grado di potenziare l’effetto dei chemioterapici al momento in uso nei protocolli per il trattamento del mesotelioma pleurico.

In realtà non si tratta di molecole sconosciute. MIA-602 e il MIA-690 si erano infatti già dimostrate efficaci nel trattamento del tumore del polmone e del tumore della prostata.

Tuttavia mancava ancora uno studio che mostrasse una indicazione terapeutica positiva per il trattamento del mesotelioma pleurico maligno.

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Crediti: foto di kkolosov su pixabay.com. Modificata (ritagliata). Concessa e ridistribuita con licenza CC0 Creative Commons.

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