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Mesotelioma pleurico nei cantieri navali: agli eredi del lavoratore spetta il risarcimento

La Cassazione, con Ordinanza Civile, Sezione Lavoro, n. 27576 del 2021 ha respinto il ricorso di un’azienda di cantieri navali avverso alla sentenza della Corte d’Appello di Trieste n. 103/2314 che aveva condannato il ricorrente al risarcimento del danno per morte da mesotelioma pleurico in favore dei familiari di un ex dipendente.

Il lavoratore era stato esposto ad amianto durante l’attività lavorativa svolta presso l’ex Arsenale Triestino S. Marco, dove era stato impiegato dal giugno 1970 al maggio 1971.

I quattro motivi di ricorso contro la sentenza di condanna al risarcimento del danno

L’azienda dei cantieri navali ha presentato, contro la sentenza di condanna al risarcimento del danno per morte da mesotelioma pleurico del lavoratore, quattro motivazioni di ricorso:

  • La corte territoriale non avrebbe giustificato il percorso logico per il rinnovo della consulenza tecnica né le ragioni della preferenza attribuita a questa consulenza peritale. Inoltre, detta consulenza, non avrebbe considerato l’autonoma efficacia attribuibile all’ulteriore esposizione a rischio del lavoratore nel corso dell’attività esercitata presso Ferrovie dello Stato.
  • La sentenza avrebbe accolto in modo acritico le conclusioni della CTU sull’accertamento del nesso causale,  per di più non considerando che nel caso in giudizio non sarebbe stato possibile attingere con un grado di probabilità vicino alla certezza che il periodo di lavoro prestato alle dipendenze dell’Arsenale Triestino […] fosse stato causa dell’evento, essendo anche dimostrata la prosecuzione di una rilevante esposizione a rischio nel corso dell’attività esercitata presso Ferrovie dello Stato.
  • L’attività lavorativa con esposizione all’amianto oggetto di dibattito sarebbe stata consentita dal legislatore all’epoca dei fatti. Infatti la tutela normativa dei lavoratori contro i rischi dell’esposizione all’amianto sarebbe intervenuta solo con il decreto legislativo n. 277 del 1991. La normativa vigente d’altronde imponeva cautele finalizzate ad evitare l’esposizione a dosi massicce di amianto nei casi di silicosi e asbestosi (art. 21 del DPR 302/1956).
  • La quantificazione del danno sarebbe esorbitante rispetto ai valori tabellari previsti per l’inabilità temporanea.

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Il giudizio della Cassazione sui motivi di ricorso al risarcimento per mesotelioma da esposizione ad amianto nei cantieri navali

La Cassazione affronta in sentenza i vari punti sollevati dalle motivazioni di ricorso dell’azienda dei cantieri navali:

  • In ordine al primo motivo la Corte osserva che le doglianze di parte, mirate al riesame degli elementi di giudizio valutati dal consulente tecnico, non motivano gli specifici passaggi idonei ad inficiare la logicità della sentenza, che invece risulta sulla base della seconda consulenza benché contrastante con la prima.
  • Quanto ai profili di censura relativi alla violazione dei criteri di causalità, la Cassazione richiama il consolidato orientamento della Corte di legittimità, secondo il quale, quanto alla responsabilità civilistica, il giudizio deve essere effettuato sulla scorta del criterio della maggiore probabilità, secondo un criterio di certezza probabilistica verificato secondo il criterio della probabilità logica del caso concreto.
  • È obbligo del datore del lavoro assolvere alle misure preventive di sicurezza anche laddove manchino norme specifiche. Inoltre, la pericolosità della lavorazione dell’amianto era nota fin dal r.d. 14 giugno 1909 n. 442: infatti la filatura e la tessitura dell’amianto era contemplata tra i lavori insalubri o pericolosi. Infine, ai sensi dell’art. 21 del d.p.r. 19 marzo 1956 n. 303, il datore di lavoro è tenuto ad adottare provvedimenti atti ad impedire o ridurre, per quanto è possibile, lo sviluppo e la diffusione delle polveri nell’ambiente di lavoro.
  • La quantificazione e liquidazione del danno in via equitativa è una prerogativa del giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità, purché sia ravvisabile, come in questo caso dove nel calcolo si è data rilevanza all’età del lavoratore, un percorso logico e argomentativo che sia coerente.

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Crediti immagine: Photo by EKATERINA BOLOVTSOVA da Pexels. Immagine di repertorio. Modificata (ritagliata e ridimensionata). Concessa in uso con licenza originaria.

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