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Mesotelioma peritoneale

Il mesotelioma peritoneale è una patologia rara, per quanto la sua incidenza sia aumentata dal 1970 a causa dell’elevatissimo numero di persone esposte all’amianto o asbesto, prima della messa al bando della fibra killer dai siti estrattivi, industriali e commerciali.

In Italia la proibizione è avvenuta con la Legge 257 del 1992.

Come gli altri tipi di mesoteliomi:

il mesotelioma peritoneale è un tumore che colpisce la membrana protettiva, detta mesotelio, che riveste la parete interna del torace, dello spazio intorno al cuore, dell’addome, del testicolo, oltre che degli altri organi interni. La sua funzione è quella di proteggere tali organi e di facilitarne i movimenti attraverso la produzione di un particolare liquido lubrificante.

Si tratta di una neoplasia che tende a rimanere confinata dentro l’addome, anche se è possibile una sua estensione metastatica a livello pleurico, epatico e linfonodale.

Come tutti i mesoteliomi, il mesotelioma peritoneale può avere una latenza molto lunga prima di insorgere e manifestare i propri sintomi, latenza che si attesta nell’ordine anche di più decenni.

Il Risarcimento del danno per Mesotelioma Peritoneale di origine professionale

Il Mesotelioma peritoneale è una neoplasia connessa all’esposizione all’asbesto per la quale è possibile ottenere un risarcimento in sede civile dal datore di lavoro qualora si riesca a dimostrare il nesso causale fra esposizione ad amianto sul luogo di lavoro e patologia.

Anche un’azione penale può naturalmente essere intrapresa, tuttavia l’esito è più incerto per alcuni motivi, fra i quali:

  • il  tempo intercorso fra i fatti e l’insorgenza della malattia che può manifestarsi anche a distanza di decenni;
  • la difficoltà di accertare i fatti e stabilire le responsabilità.

Il mesotelioma peritoneale è una malattia tabellata dall’INAIL nel Gruppo VI della Lista I (tumori professionali di origine professionale certa) con codice C45.1.

Per le malattie tabellate quali i tumori professionali riportati in Lista I  il riconoscimento di malattia professionale è di solito immediato, qualora non esistano altre cause eziologiche della malattia.

Per quanto riguarda l’azione civile è possibile:

  • un accordo con il datore di lavoro in sede stragiudiziale;
  • una soluzione per via giudiziale davanti ad un Tribunale.

La trattativa deve essere condotta da avvocati specializzati sulla materia dei tumori professionali al fine di massimizzare il risarcimento.

In caso di giudizio è necessario dimostrare che il datore di lavoro non abbia provveduto alle corrette e necessarie tutele di sicurezza nei riguardi del lavoratore ai fini della prevenzione del rischio di esposizione all’asbesto.

Il termine di prescrizione per poter ottenere un risarcimento è di 10 anni dal manifestarsi della malattia.

I sintomi del mesotelioma peritoneale

I sintomi del mesotelioma peritoneale possono contemplare:

  • deperimento generale o cachessia con associata perdita di peso;
    gonfiore e dolore addominale a causa dell’ascite, ovvero la raccolta di liquido nella cavità peritoneale;
    ostruzione intestinale;
  • anemia e anomalie della coagulazione del sangue;
  • febbre.

La terapia per il mesotelioma peritoneale

La terapia standard per il trattamento del mesotelioma peritoneale prevede:

  • chirurgia palliativa;
  • chemioterapia sistemica e/o intraperitoneale.

Tali terapie purtroppo non sono risolutive. La sopravvivenza mediana per i pazienti ammalati di tale patologia è ancora molto bassa.

Ormai da alcuni anni, è stato tuttavia introdotto un approccio innovativo di trattamento locale basato sulla chirurgia citoriduttiva. Questa prevede peritonectomia e resezioni viscerali con l’obiettivo di una completa rimozione della neoplasia.

I residui tumorali microscopici vengono inoltre attaccati effettuando chemioterapia intra-peritoneale: approccio che ha apportato un significativo incremento nell’aspettativa di vita.

La terapia sistemica prevede invece la terapia standard per il mesotelioma. Si tratta di una terapia basata su accoppiamenti di chemioterapici, somministrati nelle modalità decise dall’oncologo dipendentemente dall’età e dalle condizioni generali di salute del paziente. I chemioterapici più impiegati sono il pemetrexed ed il cisplatino e/o carboplatino.

Il mesotelioma peritoneale e il riconoscimento della rendita INAIL

Il mesotelioma peritoneale è una patologia riconosciuta dall’INAIL come malattia professionale (Lista I, Gruppo 6, Codice Identificativo I.6.03 C45.1) qualora esista per il lavoratore una storia di possibile e/o certa esposizione professionale all’asbesto amianto. In quanto tale è possibile richiedere un indennizzo INAIL per malattia professionale.

Un risarcimento può essere richiesto anche al datore di lavoro, qualora quest’ultimo non abbia provveduto ad una corretta tutela della sicurezza del lavoratore sul luogo di lavoro, e si riesca a dimostrare il nesso causale fra esposizione all’amianto e patologia contratta.

Per maggiori informazioni vai alla sezione sul risarcimento mesotelioma peritoneale.

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Crediti: immagine di Nephron, concessa con licenza CC BY-SA 3.0 o GFDL], da Wikimedia Commons. Modificata. Riconcessa con la stessa licenza. L’immagine rappresenta cellule tumorali del fluido peritoneale.