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Mesotelioma pericardico

Il mesotelioma pericardico è un tumore maligno raro, ma fra i più frequenti a livello cardiaco. Si può manifestare in forma localizzata o diffusa con processi metastatici. La forma metastatica è la più frequente anche per la difficoltà di una diagnosi precoce della patologia. Sovente questa viene scoperta attraverso una ecocardiografia prescritta per i sintomi di una ridotta contrattilità cardiaca.

Il mesotelioma è una malattia associata ad asbestosi e all’esposizione alle fibre di amianto, tanto da essere fra le malattie tabellate dell’INAIL (Lista I, Gruppo 6, Codice Identificativo I.6.03 per il pericardico).

Come tale il mesotelioma pericardico è una malattia professionale riconosciuta, per la quale è possibile ottenere benefici pensionistici da parte dell’INPS, una rendita INAIL e un risarcimento da parte del datore del lavoro qualora questi non fosse stato in regola per quanto riguarda una corretta tutela della salute del lavoratore prima dell’entrata in vigore della Legge n. 257 del 1992 che ha bandito l’utilizzo di amianto sui luoghi di lavoro.

Il mesotelioma ha una localizzazione prevalentemente pleurica (si veda mesotelioma pleurico) ed è molto raro a livello pericardico (circa il 6% di tutti i mesoteliomi).

Difficilmente il mesotelioma è primitivo, cioè originato a livello del cuore. Più frequentemente si tratta di un interessamento del pericardio da parte di un mesotelioma originariamente pleurico.

Il mesotelioma pericardico colpisce il pericardio, cioè la membrana in due strati, parietale e viscerale, fatta di cellule mesoteliali, che circonda e protegge il cuore.

Le fibre d’amianto inalate nei polmoni viaggiano nel sangue e possono raggiungere le cellule del pericardio. Tali fibre possono causare mutazioni genetiche e  innescare il processo tumorale di proliferazione incontrollata delle cellule mesoteliali dei due strati. L’ispessimento del pericardio porta conseguentemente alla compressione del cuore.

I sintomi del mesotelioma pericardico

La maggior parte dei sintomi del mesotelioma pericardico sono la conseguenza dell’accumulo di fluidi e dell’ispessimento delle due membrane di cui il pericardio è costituito.

I sintomi comuni possono essere:

  • palpitazioni e/o aritmie del cuore;
  • dolore toracico;
  • suoni cardiaci anormali;
  • tosse;
  • dispnea e affaticamento respiratorio, ortopnea (dispnea da sdraiati);
  • febbre alta;
  • eccessiva sudorazione notturna.

Si tratta di sintomi piuttosto aspecifici per il cancro, cosa che rende assai difficile la diagnosi di mesotelioma pericardico.

Gli esami diagnostici per il mesotelioma pericardico

La diagnosi clinica di mesotelioma pericardico si avvale di metodologie diagnostiche quali:

  • la risonanza magnetica nucleare: utile per valutare lo sviluppo e l’estensione del tumore;
  • la biopsia: per la conferma istologica della diagnosi di mesotelioma;
  • la radiografia del torace: per la caratteristica morfologia assunta dal cuore nel caso di mesotelioma pericardico;
  • PET-CT scan: ovvero la tomografia ad emissione di positroni e la tomografia computerizzata, metodologie d’immagine per l’identificazione del tumore.

Trattamenti e prognosi del mesotelioma pericardico

Purtroppo la prognosi per questo tipo di tumore è poverissima data anche la difficoltà di trattamenti chirurgici e radioterapici per la vicinanza ad organi vitali quali il cuore e i polmoni.

La terapia farmacologica standard per il mesotelioma prevede cicli di pemetrexed in combinazione con cisplatino e carboplatino somministrati sotto la sorveglianza dell’oncologo in modalità che dipendono dall’età e dalle condizioni generali del paziente.

La radioterapia può essere tuttavia utilizzata a scopi palliativi.

Esposizione professionale ad asbesto e mesotelioma pericardico: un caso di esposizione familiare

In uno studio risalente al 1999 “Mesotelioma pericardico da esposizione familiare ad asbesto”, pubblicato nell’European Journal of Oncology, vol. 4, n. 4, pp. 465-468, si riporta il caso di un uomo non professionalmente esposto ad asbesto, che ha vissuto dalla nascita nella stessa abitazione con il padre, e che ha contratto il mesotelioma pericardico, malattia in seguito alla quale è deceduto.

Il padre aveva lavorato a contatto con la fibra killer (amianto o asbesto) in una acciaieria fonderia di Piombino dove il materiale era utilizzato come materiale di coibentazione, fatto all’origine della contaminazione domestica.

Il tempo di latenza fra la presunta esposizione all’asbesto e l’insorgere della malattia è stato di 22 anni. Il padre infatti aveva iniziato a lavorare nell’acciaieria fonderia nel 1975, mentre il figlio si era ammalato solo nel 1997.

Il rischio di insorgenza di mesoteliomi in familiari di lavoratori professionalmente esposti ad asbesto è noto in letteratura.

Molti casi si sono verificati infatti fra i familiari delle ex Ferrovie dello Stato, in aziende di materiali rotabili ferroviari, ma anche in altri settori.

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