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Mesotelioma della tunica vaginale del testicolo

Il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo è una neoplasia maligna rara che rappresenta circa lo 0,3% di tutti i tipi di mesotelioma.

Idrocele, interventi all’ernia (erniorrafia) e traumi possono essere all’origine della patologia.

Tuttavia il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo è riferito, nel 40% dei casi, a pregressa esposizione all’amianto (asbesto). Tale esposizione può causare la neoplasia anche a distanza di decine di anni.

I sintomi del mesotelioma della tunica vaginale del testicolo

L’idrocele, cioè una raccolta di trasudato fra la tunica vaginale parietale e la tunica vaginale  viscerale (che racchiude il testicolo) o lungo il funicolo spermatico, è detto di tipo secondario quando è causato da altre patologie.

L’idrocele secondario spesso rappresenta l’unico sintomo dell’insorgere del mesotelioma insieme ad un aumentato volume dell’emiscroto (testicolo).

Diagnosi e trattamento del mesotelioma della tunica vaginale del testicolo

La diagnosi del mesotelioma del testicolo viene effettuata attraverso

  • ecografia, per l’ispezione delle strutture interstiziali;
  • TAC-PET del torace, addome, pelvi, che consente una verifica della eventuale diffusione della malattia;
  • biopsia con esame istologico dei campioni prelevati durante l’intervento.

Una volta avuta conferma istologica di mesotelioma il trattamento della patologia può contemplare l’impiego di chirurgia e chemioterapia a seconda della stadiazione e della diffusione della malattia.

Gli interventi chirurgici possono essere:

  • emiscrotectomia: asportazione del testicolo;
  • linfoadenectomia inguinale omolaterale: rimozione delle stazioni linfonodali;
  • orchiectomia: asportazione del testicolo compresi epididimo e funicolo spermatico.

Il trattamento farmacologico standard prevede una combinazione di chemioterapici impiegata nelle varie forme di mesotelioma, ovvero cisplatino e/o carboplatino più pemetrexed.

I farmaci sono somministrati per via endovenosa in diversi cicli dipendentemente

  • dalla risposta;
  • dalla progressione o meno di malattia;
  • dall’età e le condizioni generali del paziente.

Esposizione all’asbesto e benefici previdenziali e contributivi

Le malattie professionali quali il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo (o tumore del testicolo) devono essere indennizzate dall’INAIL a titolo di risarcimento danni da amianto, con l’aggiunta delle maggiorazioni contributive per l’esposizione asbesto introdotte all’art. 13, comma 7, della legge 257/92 (coefficiente 1,5) per il diritto al prepensionamento.

Per chi sia già titolare di pensione per malattia professionale la legge prevede inoltre una rivalutazione dei ratei mensili della rendita acquisita o cui si abbia diritto pari ad un coefficiente di 1.5.

La pensione di inabilità

Una pensione di inabilità è riconosciuta a quei lavoratori che abbiano ottenuto la certificazione di malattia professionale, quale l’asbestosi, il cancro del polmone e appunto il mesotelioma (tumore dell’amianto) ai sensi dell’art. 1, comma 250, della Legge 232/2016, “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”.

A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e nei limiti previsti dagli ultimi tre periodi del presente comma, il lavoratore iscritto all’assicurazione generale obbligatoria o alle forme esclusive e sostitutive della medesima affetto da mesotelioma pleurico (c45.0), mesotelioma pericardico (c45.2), mesotelioma peritoneale (c45.1), mesotelioma della tunica vaginale del testicolo (c45.7), carcinoma polmonare (c34) e asbestosi (c61), riconosciuti di origine professionale, ovvero quale causa di servizio, ha diritto al conseguimento di una pensione di inabilita’, ancorché non si trovi nell’assoluta e permanente impossibilita’ di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Ai fini del conseguimento del diritto alla pensione di inabilità di cui al primo periodo, il requisito contributivo si intende perfezionato quando risultino versati a favore dell’assicurato almeno cinque anni nell’intera vita lavorativa.

Il beneficio pensionistico di cui ai primi due periodi, che non e’ cumulabile con altri benefici pensionistici previsti dalla normativa vigente, e’ riconosciuto, a domanda, nel limite di 20 milioni di euro per l’anno 2017 e di 30 milioni di euro annui a decorrere dal 2018.

Risarcimento Malattie Professionali non è un sito web di informazioni mediche. Pertanto le informazioni riportate potrebbero essere imprecise, non accurate, non aggiornate. Per maggiori informazioni si rimanda al disclaimer medico.