Ultimo aggiornamento di Redazione il
INAIL e Federchimica hanno recentemente pubblicato il volume “Analisi statistica sugli infortuni e sulle malattie professionali e strumenti a sostegno delle politiche di prevenzione per l’industria chimica”.
Le malattie professionali del settore chimico denunciate nel decennio 2010-2019 sono state 1953. Di queste solo il 40.8% dei casi sono stati accertati dall’INAIL, che è stata in grado di stabilire un nesso causale positivo fra attività effettivamente svolta dal lavoratore e patologia.
Malattie professionali del settore chimico per tipo di patologia (2010-2019)
Le malattie professionali riconosciute più frequenti nel settore dell’industria chimica nel decennio 2010-2019 sono state quelle dell’apparato osteomuscolare e del tessuto connettivo con 282 casi (35,6%). Seguono:
- malattie del sistema respiratorio: 156 casi (19.7%)
- malattie dell’orecchio e dell’apofisi mastoide: 127 casi (16%)
- tumori: 126 casi (15.9%)
- altro (determinato): 101 casi (12.8%)
I tumori professionali nell’industria chimica (2010-2019)
Nel decennio 2010-2019 l’INAIL ha accertato 126 casi di tumori di origine professionale:
- tumore maligno di tessuto mesoteliale e dei tessuti molli: 57 casi (45.2%)
- tumori maligni dell’apparato respiratorio e degli organi intratoracici: 50 casi (39.7%)
- tumori maligni dell’apparato urinario: 11 casi (8.7%)
- tumore maligno del tessuto linfatico, ematopoietico e tessuti correlati: 8 casi (6.3%)
Malattie professionali respiratorie in Italia nel settore chimico per comparto produttivo (2015-2019)
Nel quinquennio 2015-2019 l’INAIL ha accertato 59 casi di malattie respiratorie di origine professionale, attribuibili ad esposizione a sostanze nocive nei seguenti comparti produttivi di fabbricazione ordinati per numero di occorrenze:
- prodotti chimici di base, fertilizzanti e composti azotati, materie plastiche e gomma sintetica in forme primarie (gruppo Ateco C20.1): 30 casi
- saponi e detergenti, prodotti per la pulizia e la lucidatura, profumi e cosmetici (gruppo Ateco C 20.4): 8 casi
- altri prodotti chimici (gruppo Ateco C 20.5, escluso il 20.51 fabbricazione di esplosivi): 8 casi
- fibre sintetiche e artificiali (gruppo Ateco C 20.6): 7 casi
- pitture, vernici e smalti, inchiostri da stampa e adesivi sintetici (gruppo Ateco C 20.3): 3 casi
- prodotti farmaceutici di base (gruppo Ateco C 21.1): 2 casi
- agrofarmaci e altri prodotti chimici per l’agricoltura (gruppo Ateco C 20.2): 1 caso
Tumori professionali in Italia nel settore chimico per comparto produttivo (2015-2019)
Nel quinquennio 2015-2019 l’INAIL ha accertato 50 casi di tumori di origine professionale, attribuibili ad esposizione a sostanze nocive nei seguenti comparti produttivi e di fabbricazione ordinati per numero di occorrenze:
- prodotti chimici di base, fertilizzanti e composti azotati, materie plastiche e gomma sintetica in forme primarie (gruppo Ateco C 20.1): 27 casi
- fibre sintetiche e artificiali (gruppo Ateco C 20.6): 9 casi
- pitture, vernici e smalti, inchiostri da stampa e adesivi sintetici (gruppo Ateco C 20.3): 7 casi
- altri prodotti chimici (gruppo Ateco C 20.5, escluso il 20.51 fabbricazione di esplosivi): 4 casi
- saponi e detergenti, prodotti per la pulizia e la lucidatura, profumi e cosmetici (gruppo Ateco C 20.4): 3 casi
Altri articoli collegati
Ti potrebbero interessare anche questi articoli:
- Dati COR-ReNaM sul mesotelioma in Emilia Romagna.
- Malattia professionale dell’ex dipendente Solvay: il Tribunale di Livorno riconosce il risarcimento per gli eredi.
- Condanne in primo grado per disastro ambientale all’ex ILVA di Taranto.
Crediti immagine: foto di ivabalk da Pixabay. Modificata (ritagliata e ridimensionata). Foto di repertorio. Concessa in uso con licenza originaria.










Commenta per primo