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Cos’è la malattia professionale

L’INAIL è un istituto di assicurazione nazionale che tutela i lavoratori nello svolgimento di attività lavorative rischiose. Queste infatti possono produrre danni infortunistici per il lavoratore e/o essere causa dell’insorgere di una malattia professionale.

L’assicurazione INAIL è un obbligo per i datori di lavoro che abbiano personale dipendente che svolga le proprie funzioni nell’ambito di lavorazioni rischiose. L’iscrizione all’assicurazione, a tal proposito, esonera il datore di lavoro dalla responsabilità civile per gli eventuali danni subiti dai propri dipendenti.

Con la definizione di malattia professionale l’INAIL si riferisce ad una patologia la cui azione si contraddistingue per avere una causa invalidante diluita nel tempo e non violenta come nel caso di un infortunio.

Ai fini del riconoscimento di malattia professionale è necessario che esista un nesso causale diretto fra la malattia contratta e l’esercizio di lavorazioni rischiose. Ciò contrariamente a quanto avviene per gli infortuni, la causa dei quali può essere indiretta pur se avvenuta sul luogo di lavoro.

La malattia professionale tabellata e non tabellata

L’INAIL distingue la malattia professionale in malattia tabellata e malattia non tabellata, dipendentemente dalla presenza in apposite tabelle pubbliche. Tali tabelle costituiscono gli allegati al Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, emanato con Decreto del Presidente della Repubblica del 30 giugno 1965, n. 1124.

Una malattia tabellata solleva il lavoratore dell’onere della dimostrazione dell’origine professionale della malattia stessa. Ciò consente all’ammalato di ottenere il riconoscimento di malattia professionale per il solo fatto di aver presentato denuncia all’Ente nei termini di indennizzabilità.

Affinché dunque una malattia sia riconosciuta di sicura origine professionale e che sussista la “presunzione legale d’origine”, è necessario che:

  • la malattia sia indicata in una delle due tabelle INAIL esistenti: una per l’industria, l’altra per l’agricoltura;
  • il lavoratore sia stato adibito ad una delle lavorazioni comprovate essere all’origine della patologia;
  • la malattia sia denunciata all’INAIL entro un determinato periodo dalla cessazione dell’attività a rischio. Si tratta di un periodo massimo di indennizzabilità riportato nelle stesse tabelle.

Per quanto riguarda invece le malattie professionali non tabellate, cioè quelle non presenti nelle tabelle INAIL, sussiste tuttavia un “sistema misto”, consolidato nella sentenza della Corte Costituzionale n. 179/1988, per il quale il lavoratore ha la possibilità di dimostrare l’origine professionale della malattia stessa.

L’articolo 10 del decreto legislativo n. 30/2000 ha introdotto le modalità di revisione e aggiornamento delle tabelle allegate al Testo unico, istituendo:

  • una commissione scientifica che periodicamente si riunisce e propone l’aggiornamento dell’elenco dopo un’attenta valutazione delle evidenze scientifiche;
  • un registro delle malattie causate dal lavoro presso la banca dati dell’INAIL, reso accessibile a tutti gli organismi preposti alle funzioni di sicurezza sul lavoro e ricerca sanitaria.

I benefici erogati dall’INAIL per i lavoratori che abbiano contratto una malattia professionale

L’INAIL prevede tutta una serie di benefici di carattere riabilitativo, sanitario ed economico per che abbia contratto una malattia professionale direttamente riconducibile all’esposizione lavorativa.

Una normativa dedicata è riservata a due delle malattie professionali, ovvero l’asbestosi e la silicosi. Per quest’ultime infatti non è necessario, ai fini del riconoscimento di malattia professionale tabellata, che i lavoratori siano stati adibiti alle specifiche lavorazioni ritenute causa delle patologie. Si ritiene infatti che entrambe le malattie siano strettamente connesse al tipo di lavorazione stessa.

Per la silicosi e l’asbestosi inoltre l’INAIL:

  • indennizza anche le conseguenze indirette della malattia, contrariamente alle altre patologie professionali, di cui è quantificato solo il danno diretto;
  • non prevede un termine massimo d’indennizzabilità per la denuncia;
  • revisiona la rendita connessa a queste patologie in modo continuativo nel tempo, senza i termini cui sono soggette la altre patologie.

Crediti: foto da pixabay.com (licenza creative commons). Modificata.

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