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Macchinista di Colleferro deceduto di mesotelioma. Indennizzo alla famiglia

Il Tribunale di Velletri ha stabilito che fu l’esposizione all’amianto presente nel reostato (impianto frenante) che collegava i motori dei locomotori a causare la malattia di un macchinista delle Ferrovie dello Stato deceduto nel 2018, a soli 60 anni, a causa di un mesotelioma pleurico.

Inail dovrà versare alla famiglia circa 80mila euro di arretrati nonché oltre 1500 euro mensili alla moglie a titolo di rendita ai superstiti.

Inail tuttavia aveva in prima istanza negato alla moglie e ai due figli dell’uomo il diritto alla rendita per decesso da malattia professionale, nonostante il mesotelioma pleurico sia una neoplasia contemplata da Inail stessa nella Lista I, Gruppo 6, delle tabelle delle malattie professionali.

In Lista I, Gruppo 6 sono infatti elencate le neoplasie ad elevata probabilità di origine professionale, ovvero per le quali esiste un rischio concreto che sia stata l’esposizione ad una sostanza nociva presente sul luogo di lavoro a causare l’insorgere della patologia.

Per le malattie incluse in Lista I infatti esiste la cosiddetta presunzione legale di origine professionale: al lavoratore cioè basta la dimostrazione di essere affetto dalla patologia e di essere stato adibito alla lavorazione nociva specifica per la stessa per dimostrarne l’eziologia da lavoro.

Già il VII Rapporto ReNaM (Registro Nazionale di Mesoteliomi) che ha censito i casi di mesotelioma in Italia con diagnosi compresa fra il 1993 ed il 2018 contempla la lavorazione “macchinista” fra quelle più a rischio nel settore dei trasporti terrestri ed aerei.

Nella Tabella 60 del VII Rapporto infatti “Mansioni con maggiore frequenza nella categoria ReNaM / 31 – Trasporti terrestri e aerei” i macchinisti ferroviari occorrono al terzo posto con 51 casi mentre i macchinisti di locomotiva al settimo posto con 18 casi.

VII Rapporto ReNaM (Registro Nazionale Mesoteliomi). Mansioni e incidenza mesotelioma nella categoria “Trasporti terrestri e aerei”

Il rischio di esposizione ad amianto nel settore dei trasporti terrestri ed aerei è ben documentato nel VII rapporto ReNaM di cui si riporta più sotto la tabella con le statistiche di incidenza di mesotelioma per mansione.

Con particolare riguardo ai macchinisti ferroviari nel rapporto si legge inoltre:

Nel trasporto su rotaia sono stati esposti soprattutto i macchinisti, per la presenza di amianto spruzzato sulla cassa delle cabine di guida di locomotive (rivestimento a spruzzo, coibentazioni di caldaie, tubazioni, scaldiglie, caminetti dei contattori, cavi elettrici) con liberazione di fibre, specie durante gli interventi di manutenzione. Un’esposizione era possibile anche per il personale addetto alla verifica e composizione dei convogli (liberazione di fibre dai rotabili che erano coibentati nel sottocassa).

E ancora:

Il rischio di esposizione ha interessato i macchinisti di locomotive a vapore ma in particolare quelli di locomotive elettriche, i costruttori di rotabili no alla fine degli anni ’70, i manutentori di rotabili fino alla fine degli anni ’80 e in misura molto minore il personale viaggiante a eccezione dei macchinisti. Presenza di amianto è stata segnalata in parti degli impianti elettrici delle locomotive/elettromotrici. È stato segnalato, nella fabbricazione dei rotabili ferroviari, l’impiego di amianto in fibra sfusa in cassoni per il raffreddamento lento di alcune particolari saldature.

Usa il pulsante in alto a destra per copiare il codice di embed e utilizza liberamente il grafico sul tuo sito web! Infografica a cura di Risarcimento Malattie Professionali. Fonte dei dati: VII Rapporto ReNaM a cura di Inail, dicembre 2021, rilevazione 1993-2018.
  • Camionista: 131 casi
  • Autotrasportatore: 59 casi
  • Macchinista ferroviario: 51 casi
  • Meccanico manutentore: 40 casi
  • Autista: 37 casi
  • Elettricista: 22 casi
  • Macchinista di locomotiva: 18 casi
  • Capo treno ferroviario: 17 casi
  • Magazziniere: 15 casi
  • Manovratore di scambi: 15 casi
  • Conduttori di locomotive: 14 casi
  • Cantoniere ferroviario: 14 casi
  • Trasportatore (camionista): 14 casi
  • Impiegati di ufficio: 13 casi
  • Facchini e addetti allo spostamento merci: 13 casi
  • Aiuto macchinista (ferroviario): 12 casi
  • Facchino: 11 casi
  • Addetto al carico e scarico di merci: 11 casi
  • Meccanico riparatore d’auto: 10 casi
  • Meccanico alla manutenzione: 10 casi
  • Conducente di autobus: 10 casi
  • Manovali e altro personale non qualificato delle attività industriali e assimilati: 10 casi
  • Deviatore di scambi ferroviari: 9 casi
  • Capo stazione ferroviaria: 8 casi
  • Artigiani, operai specializzati e agricoltori: 7 casi
  • Carpentiere ferroviario in ferro: 7 casi
  • Riparatore di autoveicoli: 7 casi
  • Fuochista di locomotiva: 7 casi
  • Casellante ferroviario: 6 casi
  • Falegname: 6 casi
  • Agganciatore di carri ferroviari: 6 casi
  • Altri conduttori di locomotive, altri manovratori di veicoli su rotaie e assimilati: 6 casi
  • Manovale pulitore: 6 casi
  • Addetto controllo movimento merci: 5 casi
  • Controllore viaggiante (ferrovie e tranvie): 5 casi
  • Spedizioniere: 5 casi
  • Saldatore: 5 casi
  • Aggiustatore meccanico: 5 casi
  • Altri meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse mobili (esclusi gli addetti alle linee di montaggio industriale): 5 casi
  • Capo macchinista ferroviario: 5 casi
  • Frenatori, segnalatori e agenti di manovra: 5 casi
  • Guardafreni (ferrovie): 5 casi
  • Verificatore di carri ferroviari: 5 casi
  • Conducente di taxi: 5 casi
  • Trasportatore: 5 casi

Casi totali nel settore dei trasporti terrestri e aerei dal 1993 al 2018: 852 (3.9%).

Fonti e rassegna stampa

La notizia è stata diffusa da numerose testate giornalistiche online. Per un approfondimento si vedano in particolare gli articoli della redazione di tg24.info dell’8 agosto 2022 e di A. B. su Roma Today del 9 agosto 2022.

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Crediti immagine: foto di Marcel da Pixabay. Modificata (ritagliata e ridimensionata). Concessa in uso con licenza originaria. Immagine di repertorio.

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