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La Procura Generale di Bologna impugna la sentenza di assoluzione di primo grado del patron della Cemental

La Procura generale della Corte d’Appello di Bologna ha accolto l’invito a sostenere l’accusa nel ricorso contro la sentenza di primo grado nel processo all’ex titolare della Cemental di Correggio.

Nel maggio scorso, in primo grado, era infatti arrivata l’assoluzione per il patron dell’azienda emiliana.

L’imprenditore era accusato di omicidio colposo per la morte di un operaio, deceduto a causa di un mesotelioma pleurico, e le lesioni gravissime per la malattia di un altro lavoratore, affetto da asbestosi.

Già nel 2002 c’era stata una sentenza civile per il risarcimento di un dipendente deceduto per tumore, e nel 2010 una sentenza penale per la morte di un altro operaio di mesotelioma pleurico, entrambe di condanna per la Cemental.

La Cemental di Correggio

La Cemental aveva aperto le attività a Correggio nel 1952. La fabbrica ha cessato le attività nel 1989.

Nella fabbrica si producevano manufatti in cemento amianto. L’amianto veniva lavorato con il metodo del taglio a secco; e buona parte delle lavorazioni prevedeva l’impiego dell’ ‘amianto blu’, il più pericoloso per la salute. Altra nota dolente il fatto che l’azienda sorgesse a brevissima distanza dal centro abitato.

La sentenza di assoluzione del Tribunale di Reggio Emilia

In primo grado il Tribunale di Reggio Emilia ha sollevato dubbi sulla causa della morte del primo lavoratore, ovvero circa il presunto mesotelioma pleurico collegato all’esposizione all’amianto.

Per questo i giudici hanno assolto l’imputato con la formula “il fatto non sussiste per mancanza di prove certe”.

Per quanto riguarda le lesioni dell’altro operaio, colpito da asbestosi, invece, il reato è stato prescritto.

La diagnosi di Mesotelioma Pleurico dell’operaio della Cemental

Eppure la diagnosi dell’ospedale di Santa Maria Nuova, di quello di Correggio e Guastalla e dei medici dell’Inail, indicavano che l’operaio deceduto era affetto da mesotelioma sarcomatoide, la forma più aggressiva di mesotelioma. Tuttavia queste diagnosi non sono state sufficienti a convincere il Tribunale.

Nell’atto d’Appello i familiari e le parti civili hanno richiesto, per il secondo grado, la presenza di un consulente che sia anche oncologo di fama internazionale al fine di avere una conferma certa della diagnosi stessa.

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Crediti: foto di Lorenzov79, concessa con licenza CC BY-SA 3.0 o GFDL. Immagine da Wikimedia Commons. Modificata. Concessa con la stessa licenza.

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