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Immunoterapia neoadiuvante nel trattamento del mesotelioma pleurico. Risultati promettenti da un trial clinico

Sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Clinical Cancer Research i risultati di un trial clinico di fase II (identificativo NCT02592551) che ha testato l’efficacia di una combinazione di farmaci immunoterapici come trattamento neoadiuvante all’intervento chirurgico per la cura di pazienti affetti da mesotelioma pleurico.

Lo studio ha valutato l’associazione e l’attività sinergica di due anticorpi monoclonali: il primo inibisce il legame della proteina PD-1 al suo recettore (PD-L1), l’altro è attivo nei confronti della proteina citotossica 4 associata ai linfociti T (CTLA-4).

Queste proteine vengono espresse sulla superficie delle cellule cancerogene e consentono al tumore di eludere la risposta del sistema immunitario (dei linfociti).

La funzione degli anticorpi è dunque quella di fare in modo che il sistema immunitario riconosca le cellule malate e le attacchi neutralizzando il meccanismo che esse usano per nascondersi.

I risultati dello studio sull’immunoterapia prima dell’intervento chirurgico nel mesotelioma

Lo studio randomizzato ha valutato l’efficacia di uno solo degli immunoterapici (anti PD-1) e di entrambi somministrati prima dell’intervento chirurgico di resezione del mesotelioma.

Il trial, apertosi nel 2016, ha arruolato ventiquattro pazienti, affetti da mesotelioma epiteliode e sarcomatoide.

Nove pazienti sono stati assegnati in modo casuale al gruppo trattato con uno solo degli immunoterapici, undici al gruppo trattato con entrambi i farmaci, mentre gli altri quattro pazienti hanno subito il solo intervento chirurgico.

Risultati al follow-up di 34.1 mesi dall’intervento:

  • i pazienti trattati con uno solo dei farmaci hanno registrato una sopravvivenza libera da progressione pari a 8.4 mesi e una sopravvivenza media globale pari a 14 mesi.
  • i pazienti trattati con la combinazione di immunoterapia prima dell’intervento chirurgico hanno superato i risultati degli altri gruppi quanto a sopravvivenza libera da progressione e sopravvivenza media globale, tanto che al follow-up a 34.1 mesi tre degli undici erano ancora in vita.

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Crediti immagine: foto di Tima Miroshnichenko da Pexels. Modificata (ritagliata e ridimensionata). Concessa in uso con licenza originaria. Immagine di repertorio.

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