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Ex Isochimica: FS giuridicamente responsabile per le esposizioni e le malattie da amianto

Il Tribunale di Avellino ha condannato pochi giorni fa le Ferrovie dello Stato (ad oggi RFI Rete Ferroviaria Italiana) a risarcire ex lavoratori dell’ex Isochimica di Avellino esposti all’amianto e in seguito ammalatisi di patologie asbesto correlate.

Come noto, le fibre di amianto, se inalate, possono causare gravissime patologie quali il mesotelioma pleurico, l’asbestosi ed il carcinoma polmonare.

I lavoratori furono esposti durante le operazioni di scoibentazione da amianto di carrozze ferroviarie delle Ferrovie dello Stato a partire dal 1980. L’azienda è stata chiusa nel 1991.

Il caso dell’ex Isochimica di Borgo Ferrovia ad Avellino

Era il 1980, poco dopo il terremoto che sconvolse l’Irpinia, quando il patron dell’ex Isochimica di Avellino si aggiudicò l’appalto dalle Ferrovie dello Stato per la scoibentazione di circa 3000 carrozze ferroviarie.

I lavori furono svolti da 300 dipendenti gran parte dei quali, ad oggi, ha contratto una malattia asbesto correlata. Le malattie sono il mesotelioma pleurico, l’asbestosi, la broncopatia polmonare. Numerosi anche i decessi.

Le operazioni, come accertato dalle autorità e testimoniato da molti lavoratori, avvennero purtroppo senza l’osservanza di basilari tutele di sicurezza, con conseguente esposizione di molti operai alle fibre di asbesto.

L’amianto nelle carrozze ferroviarie

L’amianto è stato utilizzato soprattutto a spruzzo, sulla scocca delle carrozze, cioè il rivestimento in lamiera, per coibentare e isolare gli interni; rendendoli in questo modo ‘resistenti’ al calore ed alle intemperie.

L’amianto veniva rimosso dagli operai dell’Isochimica dalle lamiere delle carrozze, in particolare dall’imperiale (la volta di copertura), con un semplice raschino o a mani nude, senza adeguati filtri-maschera.

Le dotazioni erano infatti di guanti in lattice e maschere di cartone, non sufficienti a prevenire un rischio di cui gli operai sarebbero stati all’oscuro.

La ‘raschiatura’ causava una na notevole aero-dispersione delle fibre negli ambienti e un conseguente pericolo di inalazione.

L’amianto rimosso inoltre, veniva anche interrato a poca distanza dallo stabilimento, causando un danno ambientale che ancora deve essere del tutto sanato.

La sentenza civile del Tribunale di Avellino a favore dei lavoratori dell’ex Isochimica

La sentenza del Tribunale di Avellino, oltre a ribadire le responsabilità del datore di lavoro, stabilisce un nuovo precedente giuridico.

Il giudice ha infatti  riconosciuto, per la prima volta, non solo le responsabilità della ditta appaltante ma anche del committente, in questo caso le Ferrovie dello Stato, quanto a tali inosservanze.

Le Ferrovie dello Stato cioè, poiché consapevoli del rischio amianto nelle operazioni di bonifica delle carrozze ferroviarie potenzialmente contaminante, avrebbero dovuto informare il contraente dei lavori del pericolo ed individuare una ditta appaltante in grado di svolgere le operazioni in sicurezza.

Prossimamente sapremo se le Ferrovie ricorreranno in Appello per cercare di ribaltare in secondo grado la sentenza del Tribunale di Avellino, mentre il processo penale è ancora in corso.

Rassegna stampa e approfondimenti

Notizia della sentenza è stata data anche dalla redazione di Primattivvù e da R. F. su Il Mattino.it.

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Crediti: foto di Jollyroger, concesso con licenza CC BY-SA 3.0, da Wikimedia Commons, Modificata. Immagine di repertorio non relativa ai contenuti dell’articolo.

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