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Ex Isochimica di Avellino. La Regione Campania ha dato il via alla bonifica del sito

Sono più di cinquecento metri cubi di cemento-amianto friabile quelli oggetto di rimozione e smaltimento nell’ambito dell’intervento di bonifica dell’ex area della Isochimica di Avellino.

La bonifica è stata finanziata dalla Regione Campania con uno stanziamento di oltre 3 milioni di euro ed ha preso il via nel mese di marzo.

Il bando di gara è stato vinto da un raggruppamento di imprese specializzate nel settore: Mondo Ecologia SRL, La Carpia SRL, Castiglia SRL, SIMAM SPA.

Le operazioni di bonifica

Le operazioni di bonifica saranno coordinate dai tecnici del Comune di Avellino e vedranno la conclusione nel termine di 100 giorni lavorativi.

Le ditte vincitrici del bando incapsuleranno i cubi di materiale cancerogeno per evitare ogni rischio di esposizione e dispersione delle fibre nell’ambiente.

In una fase successiva li imballeranno con apposita etichettatura per garantire una completa ‘tracciabilità’ dell’asbesto fino all’impianto di smaltimento.

L’impianto sarà equipaggiato con cella dedicata allo smaltimento dell’amianto.

Al termine dei lavori dunque sarà concluso il risanamento per uno dei siti d’interesse contaminati dall’amianto (o asbesto) fra i più importanti in Italia.

L’esposizione dei lavoratori della Ex Isochimica di Avellino. La scoibentazione delle carrozze ferroviarie delle Ferrovie dello Stato

Finalmente dunque si rimuove uno dei pericoli ambientali più preoccupanti per gli abitanti di Borgo Ferrovia, quartiere popolare di Avellino.

Qui, negli anni ’80, fu in attività, per circa 6 anni, l’ex Isochimica, la fabbrica dove si scoibentavano le carrozze ferroviarie, rivestite di amianto.

L’azienda aveva infatti vinto i lavori, appaltati dalle ex Ferrovie dello Stato, per la bonifica di circa 3000 carrozze.

La scoibentazione delle carrozze ferroviarie

Le operazioni, come è stato accertato dai Tribunali e da numerose inchieste, avvenivano a mani nude, senza il rispetto delle più basilari tutele di sicurezza.

Per rimuovere l’amianto spruzzato sulla scocca, il rivestimento interno delle vetture, i lavoratori in certi casi utilizzavano un raschietto. Ciò causava una notevole aero-dispersione delle fibre, che venivano in questo modo inalate dai lavoratori.

Gli operai avevano in dotazione al massimo mascherine di cartone, non adeguate a proteggerli dal rischio.

Le malattie professionali dei lavoratori dell’ex Isochimica

Le conseguenze per il lavoratori addetti alla scoibentazione delle carrozze ferroviarie sono state gravissime: almeno 15 i decessi e circa 150 i lavoratori ammalati nel corso degli anni.

Le malattie sono quelle tipiche dell’esposizione all’amianto: il mesotelioma pleurico, l’asbestosi, le patologie polmonari. Malattie che possono insorgere anche a distanza di moltissimi anni, oltre 40 per il mesotelioma.

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Crediti: foto di ennelise su pixabay.com. Modificata (ritagliata). Concessa e ridistribuita con licenza CC0 Creative Commons. Immagine di repertorio.

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