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Esposizione ad amianto e mesotelioma. Per la Cassazione dimostrato il nesso causale

Con Ordinanza Civile Sezione Lavoro n. 13512/2022, pubblicata in data 29 aprile 2022, la Cassazione ha respinto il ricorso del Comune di Cremona avverso al risarcimento del danno in favore degli eredi di un ex dipendente, presumibilmente esposto ad amianto sul luogo di lavoro e deceduto a causa di un mesotelioma pleurico.

L’uomo, che aveva lavorato dal 1947 al 1981 presso la Centrale Alimentare del Latte, era deceduto nel 2004 a causa della malattia legata all’esposizione all’asbesto.

La sentenza di primo grado: non dimostrato il nesso causale fra mesotelioma ed esposizione ad amianto alle dipendenze del Comune di Cremona

In primo grado, presso il Tribunale di Cremona, il giudice, ascoltate le prove testimoniali e sulla base della consulenza tecnica d’ufficio, aveva ritenuto non dimostrato il nesso causale fra esposizione sul luogo di lavoro alla sostanza nociva e patologia.

Per la Corte d’Appello di Brescia il mesotelioma fu causato dall’esposizione sul luogo di lavoro

Al contrario la Corte d’Appello di Brescia, cui erano ricorsi gli eredi, con sentenza n. 376 del 2019 ritenne provato il nesso causale e l’esposizione all’amianto del dipendente almeno due volte l’anno in occasione della sostituzione e creazione di una nuova guarnizione delle caldaie.

Ad avviso del giudice […] l’esposizione ad amianto, protrattasi per dieci anni fu sì intermittente ma di lunga durata e non meramente “occasionale e di breve durata” come ritenuto dal primo giudice tanto più che vi era prova del non uso, da parte del lavoratore, di mascherine e di strumenti di protezione. [Inoltre] pur in assenza di dati certi sull’insorgenza della patologia, una riduzione dell’esposizione ad amianto avrebbe evitato l’insorgere della stessa o ne avrebbe ritardato l’insorgenza di guisa da doversi ritenere provato il nesso causale, circa l’effetto patogenetico sull’insorgenza o sulla latenza della malattia.

Il ricorso del Comune in Cassazione

Avverso alla sentenza della Corte d’Appello ha avanzato ricorso, con due motivi, il Comune di Cremona. A detta dei legali del Comune infatti ci sarebbe stato da parte della Corte un travisamento delle prove:

  1. La CTU non aveva dato certezza circa la presenza di amianto nello specifico contesto lavorativo della Centrale Alimentare ma solo riconosciuto, in termini generici, che l’amianto era normalmente utilizzato come coibentante di caldaie e tubazioni.
  2. Per fatti quali quelli oggetto di giudizio, avvenuti prima dell’entrata in vigore della legge 257 del 1992 che vietava l’utilizzo dell’amianto, non era possibile formulare alcun giudizio di responsabilità. Peraltro il giudice d’appello avrebbe erroneamente omesso di considerare l’esistenza, all’epoca dei fatti, di presidi di sicurezza garantiti dal datore di lavoro, di cui il [lavoratore] non si era colposamente servito.

Il giudizio della Cassazione: dimostrato il nesso causale in base al principio del “più probabile che non”

L’Ordinanza della Cassazione n. 13512/2022 ha ritenuto infondati i motivi di ricorso presentati dai legali del Comune di Cremona.

La Suprema Corte ha ribadito come nel giudizio di merito non vi sia stato alcun travisamento delle prove ma che anzi la Corte si sia espressa sulla base del consolidato indirizzo giurisprudenziale in materia di accertamento nel nesso causale per patologie dovute all’esposizione all’amianto.

Nel caso in esame la sentenza non ha affatto raggiunto una piena certezza circa la ricorrenza del nesso di causalità ma ha desunto dalle modalità di esecuzione delle incombenze lavorative del[dipendente] e dalla non occasionalità dell’esposizione ad amianto che, in base al criterio del più probabile che non, anche sulla scorta delle risultanze scientifiche e delle evidenze già note al momento dei fatti, l’esposizione per un arco temporale di dieci anni, in ragione delle mansioni svolte e in assenza di strumenti di protezione individuale, avesse prodotto un effetto patogenico sull’insorgenza o sulla latenza della malattia, tale da far ritenere provato il nesso di causalità.

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Crediti immagine: immagine di Ekaterina Bolovtsova da Pexels. Modificata (ritagliata e ridimensionata). Concessa in uso con licenza originaria.

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