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L’uso dell’erbicida dicamba in agricoltura. Esposizione associata a diversi tipi di tumore

Un recente articolo, pubblicato sull’International Journal of Epidemiology, associa l’esposizione all’erbicida dicamba al rischio di sviluppare vari tipi di tumore.

Il carcinoma epatico e del dotto biliare, la leucemia linfocitica cronica nonché la leucemia mieloide acuta, sviluppatasi anche a distanza di 20 anni dalla contaminazione, sarebbero infatti neoplasie possibilmente correlate all’esposizione a dicamba.

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La coorte dei lavoratori applicatori di pesticidi analizzata: numeri e metriche della ricerca

Gli autori dello studio hanno riutilizzato i dati di una precedente ricerca. La ricerca era stata condotta su una coorte di 49.922 applicatori di pesticidi dell’Iowa e del Nord Carolina negli Stati Uniti.

Hanno tuttavia aggiunto nella nuova analisi dati provenienti da ulteriori 12 anni di monitoraggio e 2.702 casi di tumori per i quali c’era stata esposizione.

Oltre la metà degli applicatori, il 52.9%, ha utilizzato dicamba negli anni fra il 1993 ed il1997 ed  il 1999-2005. Le diagnosi di tumore sono state osservate nella coorte fino al 2015, comprendendo dunque un periodo di latenza superiore ai 20 anni.

Le differenze nel numero di casi di tumori professionali occorsi nel tempo nei due gruppi di lavoratori, quelli che hanno fatto uso di dicamba rispetto a quelli che non l’hanno utilizzata, ha consentito di stabilire il rischio relativo (RR) in relazione alla tipologia di neoplasia insorta.

Il rischio relativo infatti è la probabilità che un lavoratore, nel nostro caso appartenente al gruppo esposto a dicamba, sviluppi un tumore rispetto alla probabilità che un soggetto appartenente all’altro gruppo dei non esposti sviluppi la stessa malattia.

I nuovi risultati dello studio sull’associazione fra l’esposizione a dicamba e tumori professionali

I nuovi risultati dello studio, condotto per stabilire il rischio dell’esposizione a dicamba quanto all’insorgenza di tumori, ha in parte confermato, dall’altra smentito, i risultati del precedente studio condotto su una coorte ristretta di lavoratori e per un periodo di tempo più limitato.

La ricerca ha apportato al contempo alcune novità.

Ai massimi livelli di esposizione a dicamba si è infatti registrato un rischio elevato per

  • Carcinoma epatico e del dotto biliare intra-epatico (RR 1.80).
  • Leucemia linfocitica cronica (RR 1.20).

Gli autori della ricerca hanno inoltre rilevato una riduzione del rischio per i casi di leucemia mieloide acuta il cui rischio di insorgenza tuttavia torna ad innalzarsi, come per il cancro del fegato, se si considera una latenza fino ai 20 anni.

Non sono invece stati registrati, alla luce dei nuovi dati, rischi relativi elevati per i tumori del polmone e del colon, al contrario dei risultati del precedente studio.

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Crediti immagine: foto di Th G da Pixabay. Modificata. Ritagliata. Concessa con la stessa licenza dell’originale. Immagine di repertorio

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