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Enel dovrà risarcire gli eredi di un autista di pullman deceduto a causa di un mesotelioma

Il giudice del lavoro del Tribunale di Pisa ha condannato Enel ad un risarcimento di circa 800 mila euro a favore degli eredi di un ex lavoratore, autista di pullman in Val di Cecina, deceduto a causa di un mesotelioma pleurico di origine professionale causato dall’esposizione alle fibre di amianto.

L’uomo, che al momento del decesso nel 2009 aveva 69 anni, era stato autista per circa 30 anni, prima alle dipendenze di ditte in appalto di Enel e poi per l’azienda dei trasporti locale che faceva la spola dal sito di Larderello.

L’inalazione delle fibre di asbesto, secondo il giudice e sulla scorta delle testimonianze e delle evidenze istruttorie, sarebbe da attribuire alla contaminazione ed alla dispersione del materiale dalle tute da lavoro degli operai delle fabbriche che utilizzavano i mezzi di trasporto su cui operava il conducente.

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Gli operai, esposti all’amianto in fabbrica e sprovvisti dei necessari dispositivi di sicurezza, inconsapevolmente avrebbero trasportato e rilasciato sui mezzi le polveri che avrebbero poi causato il mesotelioma nell’autista.

Fonti e rassegna stampa

La notizia è stata diffusa da numerosi organi di informazione. Fra quelli online si vedano, per un approfondimento, l’articolo della redazione di La Nazione di Pontedera e quello di Rai News del 9 dicembre 2021.

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Crediti immagine: foto di Janericloebe, Public domain, via Wikimedia Commons. Modificata (ritagliata e ridimensionata). Concessa in uso con la stessa licenza originaria.

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