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Il Cromo Esavalente. Possibile causa di tumori di origine professionale

Il cromo è un elemento chimico, con le caratteristiche di un materiale durissimo, impiegato nella produzione di leghe di acciaio inossidabili; è presente in natura nelle forma trivalente ed esavalente, nel suolo ed anche nelle acque.

Il cromo esavalente è un potente ossidante ed in quanto tale ha effetti tossici e cancerogeni per i tessuti umani. Ha inoltre la caratteristica di essere altamente solubile, fattore che lo rende un potenziale inquinante ambientale.

Il cromo esavalente è utilizzato soprattutto nell’industria:

  • per rivestimenti metallici, nei processi galvanici e di cromatura;
  • nella produzione di tinture, smalti e vernici;
  • nella saldatura ad arco dell’acciaio;
  • nei processi di lavorazione del legno.

La tossicità e cancerogenicità del cromo esavalente

Il cromo esavalente può essere pericoloso per l’uomo qualora venga inalato.

La sostanza può provocare effetti irritativi ed infiammatori per le vie respiratorie ed è ritenuto responsabile, secondo alcuni studi scientifici, del cancro delle cavità nasali, dei seni paranasali e del tumore del polmone.

I tumori delle cavità nasali e dei senti paranasali di origine professionale per esposizione a cromo esavalente sono contemplati nelle tabelle INAIL dei tumori professionali all’allegato del Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 10 giugno 2014 in Lista II, ovvero a “limitata probabilità di origine professionale”.

Undici casi di tumore dei bronchi e del polmone sono stati riconosciuti come malattia professionale dall’INAIL nel 2019 per esposizione a cromo esavalente ed altri composti: si tratta del 2.5% dei 444 casi di questa patologia professionale nell’arco dell’ultimo anno.

Composti del cromo esavalente: valori limite di esposizione professionale

I valori limite di esposizione professionale al cromo esavalente, secondo l’ultimo aggiornamento delle tabelle dell’Unione Europea nella Direttiva Europea n. 130 del 2019 sono stati fissati in:

  • Valore limite 8 ore: 0,005mg/m3.
  • Misure transitorie: 0,010mg/m3 fino al 17 gennaio 2025.
  • Misure transitorie: 0,025mg/m3 per i procedimenti di saldatura
    o taglio al plasma o analoghi procedimenti di lavorazione che producono fumi fino al 17 gennaio 2025.

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Crediti immagine: foto di Atoma / CC BY, da Wikimedia. Modificata (Ritagliata). Concessa con la stessa licenza. Immagine di repertorio che mostra una cromatura, ma non pertinente agli argomenti dell’articolo.

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