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Assoluzione per l’ex direttore dell’Eridania di Russi, imputato per le esposizioni all’amianto nello stabilimento

È stato assolto perché “il fatto non sussiste” l’unico imputato per le esposizioni all’amianto nello stabilimento Eridania di Russi, ex zuccherificio, in provincia di Ravenna.

Così ha deciso il giudice nel processo abbreviato a carico dell’uomo, un ottantunenne che era stato alla guida dell’azienda fra il 1989 ed il 2000.

Le indagini sulle esposizioni all’amianto nell’ex zuccherificio Eridania di Russi

L’ex zuccherificio Eridania di Russi copre un’area di circa 500.000 metri quadrati. Essa è situata fra il centro di Russi, quello di Ravenna e l’autostrada A14. L’area è al momento oggetto di riqualificazione.

Le indagini, iniziate nel 2016, avevano messo in evidenza la probabile esposizione dei lavoratori alla fibra killer all’interno della fabbrica.

Tubature e condotte di calore erano infatti coibentate in amianto e i lavoratori non sarebbero stati dotati di adeguati Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

L’ex direttore era stato citato in giudizio per i casi relativi a due ex dipendenti.

Il primo riguarda il caso di un lavoratore deceduto per mesotelioma pleurico nel 2008 e di un manovale del reparto turbine, che presentavano coibentazioni e guarnizioni in amianto, ammalatosi di placche pleuriche e asbestosi polmonare nel 2012.

Il dipendente deceduto per mesotelioma aveva lavorato, fino al 1995, come manutentore delle macchine cubettatrici per lo zucchero, coibentate in amianto, e delle coperture in eternit dello stabilimento.

Tuttavia sarebbero stati una ventina i casi di malattie asbesto correlate fra i lavoratori dell’azienda, come accertato dall’INAIL.

Tant’è che INAIL si era costituita parte civile, quale parte lesa, per le rendite e i risarcimenti dovuti ai lavoratori ammalatisi di malattia professionale.

L’assoluzione dell’ex direttore dell’Eridania di Russi

Il Tribunale ha tuttavia assolto l’imputato accogliendo le richiesta della Difesa che aveva dimostrato come, già nell’anno successivo alla nomina a Direttore dell’uomo, fossero stati adottati nell’azienda provvedimenti di messa in sicurezza degli ambienti di lavoro.

I provvedimenti avrebbero praticamente ridotto a zero il livello di aero-dispersione delle fibre di asbesto nei locali.

Le motivazioni della sentenza si conosceranno tuttavia nei prossimi mesi, una volta depositate.

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Crediti: foto di succo su pixabay.com. Modificata (ritagliata). Concessa e ridistribuita con licenza CC0 Creative Commons. Immagine di repertorio.

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