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L’amianto (o asbesto)

L’amianto (o asbesto) è un minerale che appartiene alla famiglia degli inosilicati, del gruppo dei fillosilicati. Prima di assumere la conformazione nota il minerale è soggetto a processi idrotermali a bassa pressione e bassa temperatura. Secondo la legge italiana i minerali di amianto costituiti da fibre più lunghe di 5 µm e con rapporto lunghezza per larghezza di almeno 3/1 sono definite fibre inalabili.

Il minerale è facilmente ottenibile dalla lavorazione della pietra madre nelle miniere per mezzo di un processo di macinazione ed è un materiale molto comune in natura. La consistenza fibrosa lo rende soggetto a sfaldamento ed erosione, processi che a lungo termine sono responsabili della volatilità del materiale con un conseguente rischio per la salute dovuto ad inalazione. Le fibre di amianto sono infatti 1300 volte più sottili di un capello umano.

Utilizzo dell’amianto

L’amianto possiede proprietà di resistenza al calore e malleabilità che soprattutto prima degli anni ’90 lo ha reso un materiale largamente impiegato nell’industria italiana, dove è stato utilizzato:

  • per la produzione di rivestimenti domestici e industriali ed indumenti a prova di fuoco;
  • per la coibentazione di edifici, tubature delle navi, carrozze ferroviarie, come rivestimento per caldaie e stufe nell’industria navale, aeronautica e ferroviaria;
  • nell’industria automobilistica per la produzione di guarnizioni per freni e frizioni oltre che per coibentazione;
  • per la produzione di additivi e rinforzanti nell’industria delle materie plastiche;
  • nell’industria chimica nei filtri e nelle guarnizioni oltreché nelle resine termoplastiche e termoindurenti;
  • nell’industri metallurgica per indumenti e schermi protettivi e la coibentazione di forni e caldaie;
  • nell’industria tessile per la produzione di funi, spaghi, filati, tappezzerie, tessuti;
  • come composto in fibrocemento per l’edilizia con le famose coperture in eternit ma anche nei comignoli e nelle strutture in cemento armato, nelle fioriere, nei rivestimenti dei pavimenti a matrice compatta, nelle tegole delle abitazioni, nei pannelli  per  isolamento antincendio, nelle applicazione a spruzzo per intonaci isolanti.

Pericolosità dell’amianto

Per questa sua caratteristica di volatilità e tendenza allo sfaldamento l’amianto è una sostanza pericolosissima. Moltissimi studi scientifici hanno infatti dimostrato la correlazione fra esposizione all’amianto e l’insorgenza di gravissime patologie quali il mesotelioma pleurico, la fibrosi polmonare, l’asbestosi, le placche pleuriche, il carcinoma e l’adenocarcinoma polmonare, il tumore della laringe e delle ovaie; patologie che possono presentarsi anche dopo decine di anni dall’esposizione.

È stato inoltre confermato che a più lunghe esposizioni corrisponde un incremento lineare nella probabilità di contrarre tali malattie, ormai per la gran parte riconosciute dall’INAIL (l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) quali malattie professionali per i lavoratori con comprovata esposizione a tale sostanza sul luogo di lavoro senza le dovute tutele e protezioni per la salute.

La normativa sull’amianto

La Legge n. 257 del 1992 “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”, pubblicata sul Suppl. Ord. alla Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1992, è stata la prima a regolare gli adempimenti sull’uso, lo smaltimento e i termini per la cessazione dell’utilizzo dell’amianto nelle industrie italiane.

Oltre a ciò la Legge, all’articolo 13, riconosce una serie di benefici pensionistici per i lavoratori delle miniere di estrazione, per coloro che abbiano contratto una malattia professionale, per tutti gli altri lavoratori con una comprovata durata di esposizione superiore ai 10 anni.

Dati statistici sull’insorgenza di malattie professionali causate dall’esposizione all’amianto sul territorio italiano

Le zone della penisola italiana con il più alto numero di ammalati di patologie connesse all’esposizione all’amianto (asbesto) sono:

  • la provincia di Gorizia (Monfalcone) e Trieste nel Nord Est (zone di alta concentrazione di cantieri navali: ex Breda, Fincantieri);
  • la Liguria, in particolare Genova e La Spezia (ancora i cantieri navali)
  • la provincia di Alessandria nel Nord Ovest, Casale Monferrato (ex sede dell’Eternit), Vercelli, Pavia con la sede dello stabilimento cementificio Fibronit;
  • la provincia di Carrara, Massa, Livorno con i cantieri navali e Pistoia (a lungo sede della Breda Costruzioni Ferroviarie) al Centro;
  • la provincia di Taranto dove a lungo, in Ilva, l’amianto è stato utilizzato per le coibentazioni della sede dell’Arsenale della Marina Militare;
  • la provincia di Siracusa, di nuovo nel contesto dello stabilimento Eternit.


Crediti Immagine: USGS Denver Microbeam Laboratory. Pubblico dominio, via Wikimedia Commons