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15 Maggio: manifestazione per le vittime da amianto della Centrale ENEL di Turbigo-Milano

Domani 15 maggio è stata indetta una manifestazione davanti alla sede della Cassazione a Roma per chiedere giustizia per le numerosi morti da mesotelioma pleurico causate dalla presunta esposizione dei lavoratori alla fibra killer, l’amianto, nella ex Centrale ENEL di Turbigo-Milano prima degli anni ’90 (nel 1992 l’amianto viene abolito con la legge n. 257).

La manifestazione è promossa dal Movimento di Lotta per la Salute Medicina Democratica, dall’AIEA- Associazione Italiana Esposti Amianto e dal CNA, Comitato Nazionale Amianto, cui aderiscono molte associazioni.

Il presidio avverrà di fronte alla sede della Cassazione in attesa della sentenza penale, prevista proprio per il 15 maggio, per alcuni manager imputati. Si teme infatti che si andrà incontro all’ennesima sentenza assolutoria, come avvenuto per ben cinque volte da parte della Corte dal 2015, che ha assolto i dirigenti aziendali della Fibronit di Pavia, della Ansaldo Franco Tosi di Legnano, della Pirelli di Milano, della Montedison di Mantova e della Olivetti di Torino.

Non sono tuttavia mancate in questi anni le condanne: come per i dirigenti di Fincantieri a Palermo e Venezia o per quelli della Centrale Enel di Chivasso in Cassazione all’inizio di quest’anno.

Le difficoltà di accertare le responsabilità penali

La principale delle motivazioni di queste assoluzioni risulta essere la difficoltà, secondo le sentenze, di stabilire l’inizio del processo mutageno cellulare che ha portato i lavoratori esposti a sviluppare la malattia.

Per i giudici dunque non sarebbe possibile risalire con certezza alla responsabilità di un particolare dirigente in un determinato periodo di tempo.

Certa invece, in molti casi, l’eziologia di malattie quali il mesotelioma e il tumore del polmone, che una copiosa letteratura scientifica ha stabilito essere direttamente e proporzionalmente legata all’esposizione dei lavoratori all’amianto.

Diverso, in molti casi, l’esito dei processi civili al fine dell’ottenimento di un risarcimento in denaro laddove esista un riconoscimento di malattia professionale per il lavoratore.

I numeri delle morti da amianto

L’ultimo rapporto dell’Osservatorio Nazionale Amianto riporta che dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2016, sono stati censiti in Italia 3.700 nuovi casi di mesotelioma, solo una delle gravissime patologie legate all’esposizione all’amianto con il carcinoma polmonare, il tumore della vescica e il tumore dell’ovaio.

Si stima che il mesotelioma pleurico provochi in Italia circa 1.800 morti all’anno, e che altri 3.500 decessi siano attribuibili all’esposizione alle fibre d’asbesto (o amianto). Numeri che fanno salire il numero delle vittime a più di 5.000 morti all’anno.

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